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Sanità, Nursing Up: Le Regioni riconoscono agli infermieri competenze avanzate e incarichi di funzione ma occorre rivedere modalità contrattuali precarizzanti. De Palma: Bene gli ospedali di comunità, trait d’union tra territorio e cronicità

 

Roma, 20 feb. - “Bene l’intesa Stato-Regioni sull’ospedale di comunità, risposta importante alla richiesta di salute da parte dei cittadini, nonché trait d’union tra territori e cronicità in continuo aumento. Meno bene accogliamo dalle Regioni la proposta sui percorsi per applicare gli incarichi di funzione professionali perché, pur costituendo un primo riconoscimento della professionalità e dell’alta qualificazione degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, non affronta l’imbarazzante vulnus contrattuale della precarizzazione degli infermieri specialisti”. Così il presidente Nursing Up Antonio De Palma sull’intesa Stato-Regioni riguardo all’ospedale di comunità e sul documento approvato oggi in Conferenza dei Presidenti delle Regioni sui percorsi per applicare gli incarichi di funzione professionali.

“Ci riserviamo di leggere approfonditamente il documento, ma per noi un percorso di carriera degno di questo nome - aggiunge - significa strutturare un percorso che riconosca al professionista un profilo contrattuale di specialista, quindi non un incarico a tempo determinato, come questo contratto stabilisce, per di più rimettendone a bando la posizione ogni 3,5 o 10 anni, ma la possibilità al professionista di immaginare la propria carriera strutturata, andando avanti con l’acquisizione di nuovi e più qualificati livelli di esercizio professionale, senza essere soggetti a continue selezioni nel corso tempo. Questa è carriera”. “Il nostro punto di vista rimane fortemente critico – spiega De Palma – e confermiamo ancora una volta, se mai fosse necessario, la nostra richiesta di percorsi di carriera analoghi a quelli dei medici, ciò comporterebbe che la parte pubblica si assumesse anche la responsabilità di riconoscere indennità di esclusiva e correlata possibilità di esercitare la libera professione”.

Per quanto riguarda invece l’ospedale di comunità, esprimiamo viva soddisfazione. Già nel Patto per la Salute avevamo sollecitato il Governo a stringere sul provvedimento, in ossequio al libero accesso alle cure garantito dalla sanità pubblica e a vantaggio di tutti i cittadini, in special modo dei meno abbienti. Stesso plauso va all’introduzione dell’infermiere di famiglia, figura fondamentale per fare fronte al costante aumento dell’età della popolazione anziana, nonché al problema delle cronicità che grava pesantemente sugli ospedali. Ricordiamo che tra i principali obiettivi che il Nursing Up ha da sempre mirato a valorizzare in sede di confronto istituzionale ci sono: l’assistenza domiciliare; l’infermiere di famiglia-comunità, l’ambulatorio infermieristico generalista, l’ambulatorio infermieristico specialistico, le Unità di degenza infermieristica territoriale (ospedali di comunità).

“Finalmente viene garantito - sottolinea De Palma - uguale diritto di assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno”. L’assistenza infermieristica di famiglia/comunità garantisce la completa presa in carico integrata delle persone e rappresenta l’evoluzione che il sindacato degli infermieri chiedeva da lungo tempo. “Un passaggio epocale – conclude il presidente Nursing Up - verso la valorizzazione delle professioni sanitarie, in particolare di quella infermieristica, finalizzata alla copertura dell’incremento dei bisogni di continuità dell’assistenza, di aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili, affetti da multi-morbilità”.

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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