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De Palma: «Fallace il programma appena partito: dubbi sul reclutamento di personale per la campagna di vaccinazione

Il Presidente del Sindacato Nazionale Infermieri: «Ci convince poco o nulla di questo bando Arcuri. Fiumi di denaro nelle mani di agenzie esterne, quando si sarebbero potuti integrare gli stipendi di infermieri ed altri professionisti sanitari con prestazioni aggiuntive, offerte principalmente al personale sanitario non già impegnato in prima linea presente nelle aziende sanitarie locali . E poi dove sono le 12mila unità di infermieri, da reclutare, fuori dal mercato della Ssn, in grado di far partire con regolarità la campagna entro metà gennaio? Ancora una volta siamo di fronte a scelte incomprensibili, ad azioni che evidenziano visibilmente la precarietà di un sistema organizzativo dove chi dovrebbe offrire contratti degni di tal nome, chi dovrebbe investire su uomini e risorse per vincere la battaglia più difficile per la salute del cittadino, se ne lava letteralmente le mani , con un Governo che evita addirittura di coinvolgersi e dilapidando risorse economiche che, vista la situazione già difficile, andrebbero utilizzate in modo ben diverso»

ROMA 14 DIC 2020 - «Non riusciamo proprio a digerire il programma di reclutamento che il Governo ha messo in atto per ingaggiare medici e infermieri che entro la metà di gennaio dovranno, si spera, ma i dubbi in merito sono tantissimi, avviare una campagna di vaccinazione massiva per debellare il male che ci affligge, il nemico contro cui vincere la battaglia più difficile, il Covid-19.

Non possiamo essere d’accordo con un piano strategico che riteniamo fallace che non ha né capo e né coda. Non tolleriamo, alla luce di un sistema sanitario dove da anni, il personale, vive la realtà amara dei tagli e dell’austerity, che oggi siano sprecati fiumi di denaro pubblico per pagare agenzie esterne che svolgano la ricerca di professionisti sul mercato e li assumano esse stesse direttamente, evitando quindi il coinvolgimento diretto di un Governo che nel momento più difficile, quando c’è da investire sulle proprie risorse, ovvero uomini e donne che hanno dimostrato di essere all’altezza della battaglia in corso, se ne lava letteralmente le mani delegando ad altri  le responsabilità. Ancora una volta si perde un treno. Di fronte ad una carenza strutturale che tocca ormai quasi 90 mila infermieri questi signori assumono “a tempo”, ben sapendo che quei pochi infermieri che ci sono sul mercato cercano un posto fisso».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, commenta inviperito i contenuti del bando, voluto da Arcuri, che dovrebbe permettere entro la metà di gennaio del 2021 di trovare sul mercato ben 12mila infermieri da utilizzare per vaccinare gradualmente ma in modo continuativo tutta la popolazione italiana. 

«Ci chiediamo apertamente dove il Commissario Arcuri pensa di trovare altri 12mila infermieri fuori dal mercato della sanità pubblica, liberi e disponibili da subito ad accettare condizioni di contratti di 9 mesi, che altro non fanno che aprire di nuovo la strada al precariato. E poi dove lo trovano il tempo necessario ? Qui occorre prima selezionare le agenzie, poi selezionare i professionisti (quei pochi che risponderanno) e poi attribuirli alle aziende sanitarie interessate. E tutto questo dovrebbe essere fatto entro il 15 gennaio?  Con le festività natalizie alle porte? 

Ma ci rendiamo conto, continua De Palma, dell’enorme errore che si sta commettendo a discapito della salute del cittadino nel momento più cruciale? Cosa succederà quando queste forze richieste non risponderanno all’appello da qui a un mese? Certo, la campagna potrebbe partire monca, vaccinando solo una parte dei destinatari, tanto prima che si sappia.... Oppure potrebbe proseguire chissà fino a quando, viste le già scarse risorse umane che operano nelle ASL. 

Perché, incalza il Presidente del Nursing Up, nessuno ha pensato a coinvolgere gli oltre 30 mila infermieri, su poco più di 250 mila circa dipendenti di ospedali ed ASL, che operano già sul territorio e negli ambulatori, oppure gli altri 230/250 mila circa tra liberi professionisti e dipendenti privati? 

In generale, sarebbe bastato prevedere di retribuirli con prestazioni aggiuntive dignitose. Insomma, una volta tanto avrebbero potuto dare ascolto alle regioni, che con il loro provvedimento del 5 novembre 2020 avevano previsto la possibilità di utilizzare infermieri dipendenti retribuendoli, e vorrei pure vedere il contrario, con prestazioni aggiuntive. 

Ovviamente non stiamo parlando di personale ospedaliero che turna in h 24 o che garantisce la pronta disponibilità, perchè quello è già oberato di lavoro per compensare le carenze strutturali esistenti negli ospedali. Noi parliamo di personale che già opera sul territorio, negli ambulatori e negli altri servizi pubblici non ospedalieri. Eppure a noi risulta che nessuno abbia provato a coinvolgerlo.

 

Insomma, perché cercare uomini e donne che non ci sono, che il mercato non oggi possiede, quando buona parte di loro li abbiamo già in casa? Personale che sarebbe ben felice di integrare il proprio stipendio mettendo in gioco la propria professionalità, cioè quella di chi già da anni vive l’esperienza del rapporto con il cittadino e la gestione delle situazioni difficili. Stiamo parlando di migliaia di infermieri che non lavorano a tempo pieno, o che operano già sul territorio e che avrebbero il tempo per fare vaccinazioni prima e dopo il loro abituale servizio, o addirittura iscritti all’ordine come liberi professionisti, o quelli che operano, solo ad esempio, in servizi ospedalieri aperti solo al mattino o per 12 ore al giorno. 

Alla fine sarebbe bastato chiedere la disponibilità da parte di questo enorme alveo di professionisti già operativi. Sarebbe bastato consentire loro di svolgere prestazioni aggiuntive con una dignitosa retribuzione oraria, resa oltre l'orario che già svolgono negli ambulatori. L'esito sarebbe stato stupefacente, ne siamo certi, perchè gli infermieri italiani hanno già dimostrato di cosa sono capaci. Il sistema sta rischiando grosso, con azioni organizzative discutibili, e che potrebbero rivelarsi un pericoloso boomerang, non c’è dubbio!

E poi consentitemi, dice ancora De Palma, numeri alla mano, di pensare che con i 25milioni di euro o poco meno, perchè questi sono i compensi (la cifra copre solo quelli, ai quali si aggiungeranno gli stipendi di medici ed infermieri ingaggiati) che potrebbero essere erogati alle cinque agenzie che dovranno presentare la proposta, si potrebbero assumere oltre 900 infermieri in più, pagati direttamente dal Governo e dalle Regioni, per un periodo di ben 9 mesi. Insomma, qui si ingaggiano e si pagano agenzie che “mangeranno un fiume di denaro pubblico”. Perchè si spendono così tutti questi soldi, quando con la stessa cifra si potrebbero addirittura retribuire più di 140 mila ore di lavoro aggiuntivo, per ognuno dei 9 mesi previsti, agli infermieri che già ci sono o a buona parte di essi ?  

Perché non chiedere la disponibilità agli infermieri già operativi, che peraltro più volte in passato è stata gia concessa, semplicemente integrando i loro magri stipendi pagandogli come prestazioni aggiuntive le ore in più che gli si chiede di fare? Alla fine, qui parliamo di chi lavora già sul campo ogni giorno e che avrebbe quindi tempo ed esperienza, prima e dopo i suoi turni abituali, per svolgere con il massimo della qualità richiesta un servizio, quello delle vaccinazioni, dove non ci si può permettere il minimo errore, e dove è in gioco, ancora una volta, la vita degli italiani».

 

Il Referente del Nursing Up per la stampa 

Alfredo Iannaccone

Tel : 389.1510483

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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