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De Palma: «Emolumenti accessori in arrivo, nel 2023, anche nella busta paga degli infermieri e degli altri dipendenti del nostro SSN. Restiamo vigili su quanto accadrà».

Le retribuzioni dei nostri professionisti della salute sono ancora tra le più basse d’Europa: attendiamo una svolta e non tollereremo ancora una volta la pericolosa politica delle promesse mancate».

ROMA 30 NOV 2022 - «Accogliamo favorevolmente, ma non senza l’indispensabile cautela, la notizia ufficiale relativa alla recente Manovra del Consiglio dei Ministri che conferma l’inserimento di un emolumento accessorio straordinario previsto per 3,2 milioni di lavoratori dello Stato. La misura sarà spalmata su 13 mensilità. Il provvedimento, precisamente l'articolo 62 della manovra, prevede una indennità è pari all’1,5% dello stipendio per le 13 mensilità. E' scritto sull’articolo 62 della manovra, e riguarda naturalmente anche gli operatori della sanità pubblica.

Si tratta di cifre che, allo stato delle informazioni disponibili, non dovrebbero certo essere altissime, si parla di 20 o al massimo 30 euro, e per questo restiamo vigili e in attesa di conoscere i dati reali. Certo, va dato riscontro al nuovo Governo, non c’è dubbio, di avere smosso in qualche modo le acque, rispetto alla situazione di un sistema che, nonostante i barlumi di luce del nuovo contratto, è ancora ben lontano dal rappresentare quell’isola felice, per gli operatori sanitari, nella quale tutti ci auguriamo di vivere nel prossimo futuro».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Come sottolinea Il Sole 24 Ore, la copertura integrale dei nuovi contratti costerebbe al complesso della Pubblica amministrazione circa 16 miliardi. Questi sarebbero divisi fra Stato ed altri enti , che si pagherebbero gli aumenti in autonomia.

Saranno i fatti e il tempo a dimostrare se le buone intenzioni diventeranno realtà, posto che la contingenza economica è particolarissima. Lo stesso Ministro Schillaci ha commentato con molta amarezza i recenti dati Ocse, che collocano gli infermieri italiani, ancora una volta, agli ultimi posti d’Europa come retribuzioni, senza dimenticare che quei 1780 euro mensili (dati Ragionieria dello Stato) al netto di premialità e straordinari, percepiti dagli infermieri, sono ancora una volta uno schiaffo in pieno viso rispetto al mutato costo della vita e all’inflazione che morde alle gambe.

Non dimentichi, il Governo Meloni, che l’indennità di specificità infermieristica ammonta ad appena 72 euro, e non la si può certo considerare un traguardo appagante, ma solo un piccolo passo in avanti rispetto a una valorizzazione ancora lontana anni luce.

E allora ben vengano, da parte del nuovo esecutivo, queste decisioni, una sorta di indennità di vacanza contrattuale inedita, almeno fino ad oggi, finalizzata a rendere più dignitosi stipendi che sono tra i più bassi del Vecchio Continente. Certo è che non mancheremo di porci, nei confronti del nuovo Governo, lo abbiamo ribadito più volte, in modo critico ed oggettivo, portando avanti con tenacia i nostri obiettivi».

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584