Legge di Bilancio 2024

 

NURSING UP NON CI STA! 

 

UN TRIONFO LO SCIOPERO DEL  5 DICEMBRE !

PUNTE DELL’85%, AL NETTO DEL PERSONALE ESONERATO , PERCHE’ OBBLIGATO, PER LEGGE, A GARANTIRE I SERVIZI MINIMI. 

 

È QUESTA LA PERCENTUALE DI UNA PROTESTA che, senza ombra di dubbio ha lasciato il segno nella sanita’ italiana, da parte di infermieri, ostetriche e di tutti gli altri professionisti dell’assistenza . 

MANIFESTAZIONE EPOCALE A ROMA, in collegamento con le altre piazze sul territorio nazionale  

E DOPO IL NOSTRO SCIOPERO, IL GOVERNO HA INTRODOTTO DELLE MODIFICHE , DICHIARANDO CHE VENGONO ALLEGGERITI I TAGLI PENSIONISTICI PREVISTI PER MEDICI ED INFERMIERI, MA SOLO A CONDIZIONE CHE SI ACCETTI DI LAVORARE FINO A 3 ANNI IN PIU'.  

Nemmeno la pioggia scrosciante ha fermato i professionisti della sanità, che hanno manifestato numerosi , a Roma in piazza SS Apostoli . Nursing Up, assieme ai sindacati medici AAROI e CIMO, per combattere le scelte scellerate della politica:

 

Infermieri, Ostetriche, professionisti sanitari, medici compresi. Una risposta, calorosa come non mai, “da parte della piazza” era quella che ci attendevamo, i numeri delle adesioni allo sciopero, dall’altra parte, hanno confermato che i colleghi professionisti dell’assistenza hanno oggi una sola voce, quella che urla forte, come non mai, alle istituzioni e alla politica, che è arrivato il momento del cambiamento.

Punte dell’85% al netto del personale esonerato in quanto obbligato ai servizi minimi: è questa la percentuale di una protesta, che senza ombra di dubbio ha lasciato il segno.

Come il nostro Presidente ha personalmente ripetuto, ad una piazza gremita, in gioco non c’è solo il futuro di infermieri e ostetriche, ma soprattutto, è la tutela della salute della collettività ad essere fortemente a rischio, senza la valorizzazione di quei professionisti che con le loro competenze e le loro elevate responsabilità giocano da tempo un ruolo chiave in un sistema sanitario degno di tale nome.

Non possiamo continuare a perdere pezzi per strada, ha detto Antonio De Palma, meno laureati, meno iscritti alle facoltà infermieristiche, sempre più giovani che fuggono all’estero, dimissioni volontarie dalla sanità pubblica e un esercito di professionisti destinati ad andare in pensione, insoddisfatti perché il Governo vuole tagliargli anche quel poco che hanno già maturato, e senza essere nemmeno rimpiazzati.

Lo sciopero si è dimostrato, sotto gli occhi di tutti, come il legittimo strumento per raccontare alla collettività il nostro disagio e per dimostrare alla politica che il tempo delle pacche sulle spalle e degli elogi è bello che finito. 

Nessuno osi mettere le mani in tasca ai professionisti dell’assistenzaha detto a voce alta il nostro Leader rivolto ai palazzi del potere, nessuno osi più mettere a rischio la nostra salute psico-fisica trasformandoci negli attori di un triste film già visto, dove la trama è drammaticamente la stessa: retribuzioni non alla pari con i colleghi europei, disorganizzazione, turni massacranti, in alcuni casi ferie che diventano un lontano ricordo, a discapito degli affetti familiari.

E’ TEMPO, CON IL NUOVO CONTRATTO ALLE PORTE, DI DESTINARE RISORSE AD HOC A INFERMIERI, OSTETRICHE E A TUTTI GLI ALTRI PROFESSIONISTI DELL’AREA NON MEDICA. 

ECCO COSA ABBIAMO CHIESTO AL PARLAMENTO:

  1. Modifiche all’articolo 10), comma 5), della bozza di legge di Bilancio anno 2024, dove si trova riportato l’elenco delle specificità professionali “ da valorizzare ”, confermando l’inserimento in tale elenco della “specificità infermieristica”, già realizzato su nostra istanza, dopo la redazione della prima versione del documento, che non lo prevedeva, ed estendendo tale previsione anche alle altre professioni ex legge n. 43/2006.
  2. Revisione del comma 3) AUMENTANDO LE RISORSE DESTINATE AL PERSONALE SANITARIO NON MEDICO.

Quanto innanzi per ottenere :

  1. a)  UN AUMENTO  del valore orario della paga base degli infermieri e professionisti sanitari ex legge 43/2006 e sua

detassazione;

  1. b) UN INCREMENTO DELL’INDENNITÀ DI SPECIFICITÀ INFERMIERISTICA di cui all’art 104 del CCNL 2029/21 , prevedendone l’estensione anche alle ostetriche;
  2. c) L’AUTOMATICA COLLOCAZIONE degli infermieri, ostetriche e professioni sanitarie ex legge n 43/2006 NELL’AREA ELEVATA QUALIFICAZIONE DEL CCNL SANITÀ;
  3. d) L’INDIVIDUAZIONE DI PERCORSI DIFFERENZIATI di attribuzione DEGLI INCARICHI PROFESSIONALI agli infermieri e personale sanitario ex legge n 43/2006.

L’ IMMEDIATA ESCLUSIONE DAL TAGLIO DELLE PENSIONI, degli infermieri e del personale sanitario ex legge n. 42/2006 .

LA MODIFICA dell ’articolo 42), commi 2) e 3) , della bozza di legge di Bilancio anno 2024, laddove viene prevista la “mera possibilità”, di aumentare fino a 60 euro l’importo orario delle prestazioni aggiuntive in favore del personale sanitario interessato.

Inoltre, per Nursing Up, è tempo di mettere in atto "una vera cancellazione" di quel vincolo di esclusività che dia modo ai professionisti dell’assistenza, al pari dei medici, di attuare quella libera professione che rappresenta l’ancora di salvataggio per la sanità privata e per il rilancio indispensabile della sanità territoriale.

UNA PIAZZA GREMITA

La piazza di Roma ha risposto presente, così come , da Nord a Sud, da settimane, hanno risposto SI i colleghi di tutt’Italia , con sit in, flash mob e manifestazioni nelle principali città .

Molto apprezzato il sostegno alle azioni di protesta, ricevuto pubblicamente dal Presidente della FNOMCEO, dott. Filippo Anelli, presente in Piazza Santi Apostoli mentre, nel tardo  pomeriggio, i giornali hanno riportato anche del sostegno agli scioperanti, giunto da parte della FNOPI. Prima volta da quando si è insediata l’attuale dirigenza professionale.

Durante la giornata dello sciopero, oltre che a Roma, i nostri infermieri, le ostetriche e gli altri professionisti sanitari hanno manifestato a Venezia, Sondrio, Catanzaro e Benevento, il giorno successivo  anche a Terni.  

E COSI', DOPO LO SCIOPERO DEL 5 DICEMBRE, IL GOVERNO MODIFICA L’ARTICOLO 33 DELLA BOZZA DELLA LEGGE DI BILANCIO DICHIARANDO CHE, SOLO PER MEDICI ED INFERMIERI, SI E' PENSATO AD UN  ADDOLCIMENTO DELLA TAGLIOLA PENSIONISTICA. 

QUESTA MODIFICA PUO' ANCHE TORNARE AL MITTENTE ! 

Per come la vediamo noi, LA NORMA VA DISAPPLICATA IN TOTO, dai medici, agli infermieri ,  alle altre professioni sanitarie ex legge n 43/2006.  

RACCONTIAMO I FATTI 

Nelle notti tra il 6 e l’ 8 dicembre, il Governo ha prodotto un maxi emendamento di modifica al tanto discusso articolo 33 della bozza della Legge di Bilancio sul possibile taglio delle pensioni, legato alla pericolosa paventata riduzione delle aliquote di rendimento dei contributi versati tra il 1981 e il 1995.

Le modifiche sono 3, una delle quali destinata solo a medici ed infermieri.

Per quanto ci  riguarda , pur dando atto del tentativo di venire incontro alle nostre richieste, resta evidente un trabocchetto inaccettabile. 

Nella sostanza, la bozza di Legge di Bilancio prevede dei tagli alle pensioni dal 2024 che, come accennato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, coinvolgerebbero 31.500 lavoratori nell’anno 2024, e 732 mila a regime, ovvero fino al 2043.

Il primo anno, il 2024, il taglio dovrebbe essere di circa 365€ , per poi salire  gradualmente a 530€ nel 2025 e 938€ nel 2028, fino a 3.110€ nel 2043.

In questo modo lo Stato dovrebbe risparmiare complessivamente, ben 21 miliardi di euro (netti).

Con il nuovo emendamento, il Governo rimuove il taglio per coloro che andranno in pensione a 67 anni d’età anagrafica (di vecchiaia). 

Inoltre, dopo lo sciopero di Nursing Up, ANAAO e Cimo, soltanto per infermieri e medici vengono introdotte delle norme che , secondo le dichiarazioni del Governo, sono state pensate per attenuare la riforma. Peccato che , di converso, viene chiesto  un impegno a restare in servizio sino a 3 anni in più , una volta raggiunti i requisiti per la pensione di anzianità, con un meccanismo di scorporo progressivo della penalità mese per mese, per evitare  completamente l'applicazione della tagliola una volta raggiunto il 36mo mese ( tre anni)  . 

Certo una strada differente , parliamo di una possibilità in più di andare in pensione prima rispetto a quella prevista per tutti gli altri dipendenti, i quali dal 2024  potranno andare in pensione , senza penalizzazioni,  solo in presenza dei requisiti per la pensione di anzianità, oltre ai 67 anni di età . 

LA STRADA DECISA DAL GOVERNO NON E’ PER NOI ACCETTABILE .  

Alla fine, per medici ed infermieri,  ciascun mese di ritardo nel pensionamento riduce la tagliola ( che invece viene applicata per tutti gli altri) di 1/36mo. Per poter riassorbire completamente il taglio sugli assegni pensionistici previsto dalle nuove norme, il sanitario dovrà rimanere in servizio per 36 mesi (3 anni), dopo aver raggiunto i requisiti minimi di pensionamento (42 anni e 10 mesi di contributi, mentre un anno in meno per le donne).

Questo significa che gli interessati , sulla base della nuova strada privilegiata, dovrebbero lavorare per  46 anni. E questo non ci piace, anche se staranno peggio tutti gli altri dipendenti , tra i quali  potrebbero esserci addirittura persone che saranno costrette ad arrivare fino a 49  anni , se non vogliono vedersi applicata la decurtazione.

Con l’emendamento, inoltre, giunge una  novità sulla «finestra tra pagamento e maturazione della pensione anticipata», che attualmente è fissata a 3 mesi, ma che salirà per qualsiasi lavoratore interessato dall’articolo 33 della legge di Bilancio, a 4 mesi nel 2025, 5 nel 2026, 7 nel 2027 e 9 dal 2028.

Infine, sempre nell’emendamento, dal 2024 in poi, almeno per infermieri e medici, viene prevista la possibilità di  restare in servizio, a richiesta, fino a 70 anni.

NURSING UP TORNA AL MITTENTE QUESTE MODIFICHE!

Non comprendiamo come la politica stenti paradossalmente ancora a capire, quali siano le professioni la cui attivita’ maggiormente impatta sulla qualita complessiva dei servizi sanitari resi alla cittadinanza.  

Qui corriamo seriamente il rischio di veder cadere in pezzi il nostro Sistema Sanitario».

 

Certo, apprezziamo il fatto che il Governo, questo è innegabile, due giorni dopo le nostre azioni di lotta, abbia  deciso di modificare l' articolo 33) sul possibile taglio delle pensioni, con la conseguenza di adolcirne l' impatto per medici ed infermieri, significa che la nostra protesta ha prodotto degli effetti. Ciò nonostante, approfondendone i contenuti non possiamo assolutamente accontentarci di questo timido passo. 

Anzi, siamo sconcertati di fronte alla sola possibilità che un infermiere possa restare in servizio oltre i 42 anni e 10 mesi oppure,  anche se di propria volontà , addirittura  fino a 70 anni! 

Incredibile ma vero!  

PER  MEDICI, INFERMIERI E  ALTRE  PROFESSIONI SANITARIE EX LEGGE N 43/2006, L’ARTICOLO 33 DELLA BOZZA DI LEGGE DI BILANCIO VA DISAPPLICATO IN TOTO.  

Caro Ministro Schillaci,

ma lei, da affermato professionista della sanità, ce lo vede un infermiere , o un medico di 70 anni lavorare, alle 3 del mattino, ad un tavolo operatorio per un delicato intervento di cardiochirurgia, o un’ostetrica a prestare servizio in sala parto ?  

Davvero, il solo proporre una ipotesi del genere, secondo lei, è degno di un Paese civile che tiene in debita considerazione la salute dei suoi cittadini e la qualità dei servizi sanitari? 

Quello che si legge nell ‘emendamento non risponde alle richieste che arrivano dai professionisti, e delle quali il nostro sindacato si fa interprete. 

Non è la soluzione alle dimissioni volontarie che rischiano di arrivare in massa, alle fughe di giovani infermieri all’ estero, che già sono una triste realtà.

Anche lo spazio che hanno riservato le testate straniere allo sciopero del 5 dicembre scorso è un segnale . 

Per questa ragione continueremo nella nostra serrata lotta, arrivando se necessario, come già annunciato, ad ulteriori giornate di sciopero nel mese di gennaio. 

E non è finita qui, perché senza un cambiamento radicale e senza la cancellazione delle norme inique, ed una reale valorizzazione economica dei nostri magri stipendi, unitamente ad una nuova organizzazione dell‘ intero sistema,  siamo pronti, con la nostra protesta, ad arrivare fino a Bruxelles, per denunciare all’Europa quanto sta accadendo nel nostro malato sistema sanitario.

 

 

 Nursing Up