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Nursing Up al nuovo Governo: sulle strategie chiediamo coerenza, ecco cosa ne pensa Antonio De Palma, il Presidente del nostro sindacato .



Il Sindacato degli infermieri italiani
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NURSING UP AL NUOVO GOVERNO: SULLE STRATEGIE CHIEDIAMO COERENZA.

Bisognerebbe riflettere  sul gran polverone che sta sollevando, proprio mentre scriviamo, su alcuni degli impegni  mediatici ( almeno per ora),  assunti dal nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi,  sul lavoro in generale e sulla pubblica amministrazione .

Al momento di chiedere la fiducia il nuovo leader ha tenuto a stigmatizzare che è sua ferma volontà quella di tagliare il cuneo fiscale. Proposito encomiabile non c’è che dire, non ci ha edotti tuttavia sulle modalità con le quali vorrebbe portare a casa questo ambizioso e certamente condivisibile obiettivo .

Non è ancora dato di sapere, ma al riguardo promuoveremo i doverosi approfondimenti, se siano state indicate da parte del leader “le singole voci del cuneo fiscale sulle quali intende intervenire”  e soprattutto quale debba essere la modalità di compensazione del minor introito per lo Stato individuata.

Tutti noi sappiamo infatti che prima di Renzi  non sono stati pochi  “i rampanti dell’ultima ora” che partiti di gran carriera si sono fermati proprio davanti a quel muro imponente di fronte al quale prima la politica si trova : “individuare le risorse necessarie per la compensazione” .

Oggettivamente sembrano un po troppi i leader politici che oggi, ognuno per quanto di competenza , indicano svariati e più o meno ambiziosi risparmi da attuare nel proprio settore utilizzando le risorse derivanti dalla spending review !

Se ne parla su più fronti, quasi come si trattasse di risorse infinite !

Certo la tematica è delicata tuttavia, pur volendoci limitare ad entrare “ in punta di piedi” solo nel merito dei tagli al cuneo fiscale ( e non potremmo fare diversamente perché allo stato ogni informazione è laconica ), se ovviamente vediamo di buon occhio una reale riduzione delle attuali imposte(anche sotto forma di maggiori detrazioni), nessuno sogni di intervenire toccando i contributi  previdenziali . Vogliamo parlarne perché tale ipotesi è purtroppo circolata in alcuni ambienti istituzionali e perché siamo convinti che ciò si compirebbe a danno dei lavoratori dal momento che si parla di una tipologia di contributi che si qualifica, questo è noto a tutti, come “salario differito”.

Insomma, una eventuale riduzione dei contributi finalizzata a spendere di meno , se per alcuni versi potrebbe apparire come la strada giusta da percorrere per portare un risparmio immediato per le esangui casse dello Stato, si qualificherebbe di fatto come uno strumento pericolosissimo per le famiglie , soprattutto perché andrebbe ad impattare sul cosiddetto “ montante contributivo” , parliamo della base di calcolo fondamentale della pensione che se ridotta ( per effetto di una ipotetica riduzione dei contributi che la sostanziano), non potrebbe che produrre un ulteriore abbassamento della pensione mensile che i lavoratori percepiranno.

Non siamo certo novelli economisti, la nostra professione è quella infermieristica ma non  è necessario esserlo per comprendere che un eventuale abbassamento dei contributi potrebbe avere riflessi disastrosi sulla lunga scadenza per tutti quei dipendenti che andranno in pensione con il sistema “contributivo”  e che saranno, man mano che passano gli anni, la stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti!

Ci sono poi alcuni altri aspetti della riforma annunciata, che non sono proprio di dettaglio e sui quali vengono spontanee alcune domande e perplessità:

L’eventuale taglio del cuneo fiscale sarà destinato anche alla corposissima ma indispensabile categoria dei pubblici dipendenti o anche il Governo Renzi, come hanno fatto i suoi predecessori,  preferirà  discriminare proprio coloro che danno impulso e vita alla complessa macchina della pubblica amministrazione?

E’ vero infatti che parliamo di una macchina complessa ma è proprio questo lo strumento con il quale lo stato, e lo si  dovrebbe ricordare più spesso, garantisce attività fondamentali per il cittadino come, solo per esempio quelle finalizzate “ al diritto alla salute”- ambito a noi particolarmente caro perché siamo infermieri.

Non si dimentichi  nemmeno che in passato sia la detassazione degli straordinari sia quella del salario accessorio hanno riguardato solo i dipendenti privati , anche qui una discriminazione sorretta da esigenze di razionalizzazione .

Insomma, queste prime riflessioni vengono spontanee per noi del Nursing Up , così come viene spontaneo sottolineare che in nome della “spending review”  i pubblici dipendenti stanno pagando ormai da lungo tempo un prezzo troppo alto, il blocco dei loro stipendi dura da lungo tempo e a ciò purtroppo si aggiunge, con particolare riferimento agli infermieri che il nostro sindacato rappresenta, un graduale e progressivo peggioramento delle condizioni lavorative che viene confermato ogni giorno dalle numerose denunce che ci giungono da parte dei colleghi e che ci collocano tristemente agli  ultimi posti tra i  paesi UE.

E’ evidente ormai che la misura possa considerarsi colma.  

Di questo faranno bene i politici a tener conto guardando aventi , traendo esempio e limite dagli effetti negativi sull’intero sistema che certe strategie hanno prodotto in passato , in particolare laddove i criteri ragioneristici  sono stati spinti sino al punto di rappresentare un serio pericolo per i bisogni fondamentali della collettività .

 

 

Antonio De Palma – Presidente Nursing Up

Il Sindacato degli Infermieri Italiani

 

 

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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