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Disegno di Legge Dirindin e Silvestro sul cambio generazionale in sanità: dal Nursing Up un “si condizionato”.



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Presidenza

  

 

 

Roma,  11 giugno 2014

 

 

Ai Dirigenti Sindacali di tutti i livelli operativi

E per loro tramite agli associati

 

 

 

Oggetto: Disegno di Legge Dirindin e Silvestro sul cambio generazionale in sanità, dal Nursing Up un “si condizionato”.

 

Il sostegno al ricambio generazionale come esigenza del nostro SSN, che e’ caratterizzato da molti operatori ultra sessantenni,  sembra essere la motivazione alla base del Disegno di Legge in oggetto.

 

Il testo a firma di due senatrici del PD ossia Nerina Dirindin e Annalisa Silvestro si propone infatti di agevolare l’ingresso dei giovani professionisti sanitari nel mondo del lavoro.

 

Per capire quale sia il senso della proposta di Legge abbiamo cercato di definire alcune figure così come le interpreta questo disegno:

 

1) Pensionandi: sono gli infermieri e gli esercenti le altre professioni sanitarie ai quali mancano meno di 36 mesi per conseguire i requisiti ai fini pensionistici.

 

2)Assumibili: sono gli infermieri e gli esercenti le altre professioni sanitarie fino a 35 anni di età che siano disoccupati o inoccupati e che siano in possesso dei requisiti di legge per l’esercizio della professione infermieristica e delle altre professioni sanitarie.

 

Bene, il disegno di legge mira a ridurre l’orario di lavoro per i pensionandi del 50% rispetto alle ore contrattualmente dovute ed utilizzare le risorse economiche che la struttura o azienda sanitaria risparmia da tale operazione, per assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato uno o più assumibili in regime di lavoro a tempo parziale ovvero in regime di lavoro a tempo pieno.

 

Questa operazione si concretizzerebbe con la firma di un patto intergenerazionale (si chiama proprio così) che dovrà essere siglato dal pensionando, dall’assumibile, dall’azienda o struttura datrice di lavoro, e dalle rappresentanze sindacali ma tale stipula dovra’ essere preceduta da un benestare dell’Inps circa la sussistenza dei requisiti previsti per essere titolari dello status di pensionando.

 

L’incentivo che questo disegno di legge propone ai pensionandi per accettare una riduzione dell’orario di lavoro e quindi dello stipendio consiste nella promesse di ottenere gli stessi versamenti dei contributi ai quali si avrebbe diritto con il vecchio orario.

 

Il Nursing Up, ovviamente considera fondamentale garantire il lavoro sia ai giovani professionisti  sanitari inoccupati e disoccupati che ai meno giovani e si è fortemente battuto per garantire agli infermieri il riconoscimento delle peculiarità operative legate all’esercizio professionale e quindi, l’avviamento anticipato ed agevolato alla pensione ( riconoscimento tra le mansioni usuranti ) , ciò nonostante, almeno allo stato, non riconosce a questo disegno di legge la modalità più idonea .

 

Giova a questo punto, il richiamo alla proposta da noi fortemente voluta ed oggi approvata, dell’articolo 25 della Legge finanziaria di assestamento trentina sul ricambio generazionale, dove appunto si incentivava le categorie di lavoratori piu’ vicini alla pensione a ridurre l’orario mantenendo inalterati i contributi ma poi le risorse così liberate dovranno essere utilizzate per assunzioni a tempo indeterminato senza specificare un’eta’ anagrafica di ingresso.

 

Definire i 35 anni come il limite per godere di tale diritto rappresenta, a nostro parere, un elemento che crea sperequazione sociale,  specie in un momento come questo dove la disoccupazione e’ trasversale e prescinde dall’età anagrafica.

 

In seconda battuta, mentre la Legge del Trentino e della provincia di Bolzano partivano dall’assunto di manovre a costo zero, da una legge dello Stato , ispirata da riflessioni di piu’ ampio respiro , ci si aspetta che vengano individuate altre fonti di finanziamento,  magari derivanti dai soliti sprechi , dai soliti costi della corruzione ecc.. e che consentano di ottenere  un fine nobile quale quello di dare lavoro e rinforzare, al tempo stesso, anche il SSN con un risvolto in termini di benessere dell’intera collettività.

 

Inoltre, mi viene da pensare ad  un vecchio adagio , troppo spesso ricorrente sulle labbra di deputati e senatori nei corridoi della politica Romana, che di fronte ai problemi a loro posti rispondevano con aria compiuta e rassicurante: “Ma certo che risolviamo il problema, d’altronde signori miei, un disegno di legge non si nega a nessuno…”

 

Per questo da infermieri ora siamo anche curiosi di sperimentare cosa produrrà concretamente questo DDL  ( o forse dovremo dire cosa resterà di esso ) dopo l’iter parlamentare , visto che troppo spesso il Nursing Up studia ed approfondisce tematiche oggetto di lavori parlamentari ( PDL o DDL) che poi arrivano a segno ( quando accade) diversi da come vengono pensati o addirittura finiscono nel dimenticatoio perché mai calendarizzati, praticamente in un nulla di fatto.

 

Come sindacato diamo il benvenuto ad un provvedimento generale che consenta a tutti gli infermieri italiani di beneficiare di quanto noi abbiamo già portato a casa a Trento e Bolzano , utilizzeremo per questo tutte le nostre leve per “riparare” durante l’iter parlamentare , i problemi e le sperequazioni che il DDL , così com’è oggi ed a nostro parere, potrebbe generare.   

 

 

 

      IL PRESIDENTE

ANTONIO DE PALMA

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584