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Riforma P.A.: quanto scalpore, che non sia solo una trovata pubblicitaria….



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 13  giugno  2014

 

Ai Dirigenti dei livelli Regionali e Provinciali

E, per loro tramite,  agli associati

 

Riforma P.A.: quanto scalpore, che non sia solo una trovata pubblicitaria….

         Il Consiglio dei Ministri , proprio oggi dovrà deliberare  in materia di lavoro pubblico , dopo la consultazione telematica avvenuta sugli ormai noti 44 punti .

 Nella riunione di ieri ci risulta che la Ministra Madia abbia in qualche modo smentito  le pur dettagliate anticipazioni di stampa in merito ai contenuti del provvedimento in itinere, circolate nei giorni scorsi  ..

In ogni caso, oltre le laconiche dichiarazioni di principio , sulle quali il Governo non si difende male di certo, in quello che abbiamo letto nei giorni scorsi non ci troviamo davvero nulla di positivo, anzi:

-       Non abbiamo letto nessun impegno certo dell’esecutivo sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, e non parliamo della farsa annunciata , del semplice rinnovo della parte normativa che consideriamo una vera e propria presa in giro …

 

-       Non leggiamo favorevolmente una mobilità selvaggia attivata sulla testa dei pubblici dipendenti, che a questo punto si troverebbero addirittura sperequati rispetto ai colleghi del privato dove è molto più complesso trasferire un lavoratore quando ci sono in ballo distanze di questo tipo …

 

-       Nutriamo seri dubbi sull’ annunciata “messa in disponibilità dei pubblici dipendenti” per tutte le problematiche che comporta e non solo per gli interessati ma soprattutto per la stessa pubblica amministrazione , che già sotto organico nella maggior parte dei casi , si vedrebbe sguarnita di importanti professionalità in talune unità produttive  (per effetto di trasferimenti d’autorità), in un maldestro tentativo di compensazione che , come insegna “il detto della coperta corta” , non ha mai dato buoni risultati…

 

-       Le norme sul demansionamento ipotizzate , per i pubblici dipendenti sono surrogati di alcune disposizioni già esistenti ed applicabili al verificarsi di particolari condizioni. Anche in questo caso, risulta evidente, un maldestro allargamento dei poteri del datore di lavoro che andrebbe ad appiattire, solo nei confronti dei dipendenti pubblici ( anche qui con sperequazione rispetto al privato) i livelli minimi e le garanzie fondamentali a tutela del rapporto di lavoro, con rischio di sotto inquadramenti strumentali …

Insomma, in questi giorni , anche dopo le numerose riunioni e conferenze alle quali abbiamo partecipato con attenzione, non ci sembra di aver letto cose nuove rispetto ad un auspicabile, sano e rinvigorente  piano di assunzioni e ringiovanimento della PA , tantomeno idee innovative per risolvere , una volta per tutte, il problema del precariato che nella nostra sanità è addirittura più grave e sentito che negli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Per non parlare poi della modalità utilizzata dalla politica per assumere decisioni d’imperio , a noi è sembrato che si sia lanciata  una consultazione pubblica sui  famosi 44 punti non per rilevare, come avremmo auspicato, i bisogni della gente e quindi costituire i punti da affrontare e tradurli in azioni di governo, ma per l’esatto contrario: ottenere una sorta di legittimazione indiretta per provvedimenti ( demagogici  peraltro) che già erano stati generati e che giacevano in uno o più cassetti dei capo gabinetto di Palazzo Chigi o Vidoni. E poi , almeno da quanto ci risulta, non sembra che sulla materia  ci sia stata una qualche attività di concertazione con i sindacati.

 Vedremo comunque quale sarà il tenore letterale del provvedimento che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare in giornata . Una cosa è certa , noi non abbasseremo la guardia e continueremo a batterci  per ottenere che questo Stato, sempre più patrigno con i dipendenti del pubblico impiego, ridia agli interessati la dignità che meritano, rinnovandogli il contratto ormai fermo dal 2009 e quindi implementando, perché è giunta l’ora , il potere di acquisto delle famiglie.

 

Con riserva di successivi aggiornamenti

 

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