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GIORNATA DEL 19/06/14 “OSSERVATORIO CIVICO SUL FEDERALISMO IN SANITA’” IL NURSING UP C’ERA.



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 24 giugno 2014

 

 

Ai Dirigenti Sindacali di tutti i livelli operativi

E per loro tramite agli associati

 

 

OGGETTO:GIORNATA DEL 19/06/14 “OSSERVATORIO CIVICO SUL FEDERALISMO IN  SANITA’” IL NURSING UP C’ERA. 

 

 

I lavori iniziano con l’apertura del  Segretario Generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso che si sofferma a descrivere la disparità di trattamento dei cittadini delle varie regioni italiane e la relativa creazione di cittadini di serie A e di serie B.

La sperequazione sopracitata ha portato, prosegue Gaudioso, alla perdita di fiducia da parte dei lavoratori verso le istituzioni e per tutelare i  diritti sanciti dalla costituzione italiana è indispensabile il monitoraggio continuo attraverso la partecipazione attiva della popolazione.

In seconda battuta Gaudioso pone l’accento sulla corresponsabilità dei cittadini ed evidenzia  “l’aiuto” fornito dagli sponsor che definisce “compagni di strada”.

La parola passa a Tonino Aceti (Coordinatore nazionale Tribunale per i Diritti del Malato) che in primis ricorda che in questo momento si sta concludendo alle camere il nuovo patto per la salute e procede, poi,  ad una  attenta lettura delle tabelle presenti nel grosso manuale che e’ stato  consegnato all’ingresso.

Le tabelle si riferiscono ad una disamina dell’Italia con qualche riferimento all’Europa ed in particolare riportano che nel 2011 la spesa sanitaria pro capite dell’Italia è stata di 3.012 euro a fronte di una spesa sanitaria media OCSE di 3322 euro e di livelli di spesa di Francia e Germania pari rispettivamente a 4118 euro e 4495 euro. L’Italia spende anche meno della Spagna (3072 euro).

Fino al 2009 il tasso annuo medio di crescita della spesa sanitaria pro capite dei Paesi OCSE è stato pari al 4.1% all’anno; tra il 2009/2011 il tasso medio annuo di crescita della spesa sanitaria pro capite è pari solo allo 0.2%: Questa inversione è particolarmente visibile in Italia dove nello stesso periodo assistiamo ad una forte contrazione del tasso medio annuo di crescita della spesa sanitaria pro capite: - 0.4%.

Al dato si associa quello fornito dall’OCSE secondo il quale “il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore alla totalità degli altri paesi considerati dell’area euro”, infatti  “i livelli di prestazioni garantiti dalla spesa sanitaria pubblica in Italia sono inferiori del 73% di quelli tedeschi, del 64% di quelli olandesi, e del 48% di quelli francesi”

 

Per quanto concerne le cure transfrontaliere:  esiste un Decreto di recepimento in Italia  del 21/3/14. Il Nationale Contact Point è stato attivato presso il Ministero della Salute ma solo tre regioni presentano informazioni esplicite sulla direttiva (Basilicata, Valle d’Aosta e Umbria). Le altre regioni invece descrivono come ricevere le cure all’estero, dando informazioni relative al rilascio del modello ex E112 ora S2.

Per quanto riguarda la spesa ed il  finanziamento nelle regioni italiane: la spesa sanitaria regionale è molto eterogenea (dati 2012), Bolzano 2274 euro, Campania 1711. La spesa sanitaria privata pro capite è ovviamente più alta nelle regioni virtuose: Bolzano 738.5 euro, 238.1 in Campania (ma questo è ovviamente correlato anche al PIL più basso ed ai piani di rientro).

Per quanto riguarda i piani di rientro: anche se si sono verificati efficaci per il grave disavanzo economico     (si passa dal 4.1% del 2006 allo 0.9% del 2012)  non lo sono stati sul fronte della riqualificazione dei servizi sanitari e quindi della garanzia dei LEA. Il disavanzo sanitario è quasi del tutto concentrato nelle regioni del centro sud (disavanzo pro capite di circa 2562 euro) ed un avanzo pro capite di 171 euro in Friuli V.G.

Ticket sanitari: notevoli difformità territoriali (64 euro del Veneto a 32 euro della Sardegna)

Aceti continua auspicando che il Patto per la salute tenga conto delle seguenti priorità:

a)     Ridurre il peso dei ticket, critica anche  l’Isee in quanto , come calcolato oggi, rappresenta uno strumento iniquo in quanto considera fonte di reddito prestazioni assistenziali come l’invalidità civile e l’accompagnamento.

b)     Garantire certezza sulle risorse economiche umane necessarie per offrire riposte eque ed appropriate al fabbisogno reale, reinvestendo nel SSN i risparmi derivanti da riorganizzazione e lotta agli sprechi ed alla corruzione.

c)      Rivedere i meccanismi che regolano i piani di rientro, affinchè, attraverso di essi, si garantisca una riqualificazione dei servizi e garanzie per i LEA;

d)     Rivedere il sistema di valutazione delle performance delle regioni e per questo è necessario che siano coinvolti rappresentanti dei cittadini nel comitato di verifica dei LEA.

e)     Contemporaneità della riorganizzazione della rete ospedaliera con quella dell’assistenza territoriale.

f)      Prevedere una nuova governance a tutela dei principi fondanti del SSN: equità, universalità e solidarietà.

g)     Innovare il governo della sanità a forme più avanzate di partecipazione, che prevedano accanto al governo e regioni un ruolo per i cittadini e professionisti della sanità.

h)     Le patologie croniche e rare siano una priorità nella programmazione sanitaria nazionale, ancora ferma al  PSN 2006/2008.

Aceti continua sulla discussione relativamente alla  prevenzione vaccinale e  gli screening organizzati, sulle vaccinazioni obbligatorie e facoltative, sulla vaccinazione HPV, sulle vaccinazioni nell’età adulta, screening oncologici e fornisce una serie di dati presenti nel manuale.

E’ seguito poi l’intervento di Sabrina Nardi (Vice coordinatore nazionale Tribunale del malato) che ha spiegato il come è stato costruito il manuale e quindi il rapporto 2013.

Successivamente si è aperta la tavola rotonda che ha visto come moderatrice Maria Giovanna Faiella.

Si e’ discusso  in maniera accesa di tempi d’attesa e di monitoraggio e trasparenza delle liste d’attesa, di professione intramuraria, di procreazione assistita e della notevole mobilità passiva verso centri del nord o verso l’estero con relativa valutazione dei costi per le coppie diversi da regione a regione (Lombardia ticket ambulatoriale, toscana 500 euro di ticket, Calabria a carico totale della coppia, Veneto e Piemonte dai 700 ai 1500; Pertini di Roma 2000 euro).

Si riprende poi  la discussione del tavolo parlando delle AFT (aggregazioni funzionali territoriali); in Lombardia si creano le CREG (Chronic related  group); in Puglia i centri polifunzionali territoriali; in Emilia Romagna i  Nuclei di cure Primarie (216), a Trento le AFT, in Piemonte il CAP (centro di assistenza Primaria). Si parla inoltre delle Unità di cura complesse e delle case della salute (10 regioni le hanno già realizzate, 3 regioni non hanno dato una chiara valutazione, 8 regioni non le hanno proprio pianificate). 

 

Per quanto riguarda l’ADI nel 2012 si raggiunge la percentuale dell’84%.

Per quanto concerne i percorsi di cura e presa in carico per le persone affette da patologie croniche:  la maggior parte delle regioni risulta adempiente tranne la Campania, la Calabria ed il  Lazio che non hanno fornito le informazioni richieste dai questionari LEA 2011 o non hanno concluso i lavori di implementazione delle linee guida. La Toscana effettua il monitoraggio sia in ambito ospedaliero che territoriale, la Sicilia è l’unica ad aver creato il registro dei pazienti cronici.

Interviene la federfarma che fornisce notizie importanti sui farmaci biologici e bio similari, e riguardo agli  orientamenti regionali sulla questione.

La dott.ssa Laura Pellegrini parla della gestione delle risorse umane ridotte più del 25% nel periodo analizzato .

Le tavole rotonde hanno visto partecipare molte organizzazioni di spicco nazionale tra le quali la FIASO, LA REFERNETE NAZIONALE POLITICHE PER LA PROCREAZIONE (TDRM), SENATORI DELLA REPUBBLICA XII COMMISSIONE, RAPPRESENTANTI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI.

 

Patrizia Bianchi

Nursing Up

Presidente Comitato Tecnico Scientifico

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584