| 

Esiti incontro del 17.09.2014 presso il Ministero della Salute sulla “Bozza del decreto relativo al regolamento in attuazione all’art. 3 comma D.L. 13 Settembre 2012 n. 158”.



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
Indirizzi internet: www.nursingup.it (con accesso ai siti regionali)
e-Mail info@nursingup.it
 

Roma, 18-09-2014

                                                                                                                            

Ai dirigenti del Nursing Up

E per loro tramite a tutti gli associati.

 

 

OGGETTO:  Esiti incontro del 17.09.2014 presso il Ministero della Salute sulla “Bozza del decreto relativo al regolamento in attuazione all’art. 3 comma D.L. 13 Settembre 2012 n. 158”.

 

 

Il  17 Settembre 2014, il Nursing Up , ha partecipato insieme ad altre sigle sindacali, ad una riunione presso il Ministero della Salute alla presenza del nuovo  Direttore Generale delle Professioni sanitarie, la Dottoressa Rossana Ugenti e di altri membri del Ministero della Salute nonche’ dell’ufficio legislativo del Ministero, per discutere, nuovamente,  della bozza del testo in oggetto, di cui abbiamo ampiamente scritto nei mesi precedenti.

 

Il novello  DPR riproporrebbe, di fatto,  la bozza precedente con alcune modifiche, non di rilievo, unica novità degna di menzione riguarda la riformulazione dell’articolo 4 comma 2 in riferimento alla retroattività.

 

Prima di entrare nel merito della problematica oggetto della presente nota e poiché sulla materia tanto si è scritto sino ad oggi, con l’intento di evitare il duplicarsi delle medesime informazioni Invitiamo  chi legge a tener conto e memoria di tutte le indicazioni  già fornite dalla scrivente sede nazionale in occasione delle precedenti circolari sull’argomento ;

risulterà subito evidente che proprio sul punto di cui si parla e cioè sulla Bozza di decreto ( l’ultima versione utile prima di quella attuale ),  il Nursing Up aveva scritto al Ministero le proprie osservazioni , che stigmatizzavano l ‘ inesattezza della precedente formulazione sia per la contraddizione insita nell’articolo e sia per aver previsto un limite massimo anziche’ un limite minimo di retroattività.

 

Oggi invece l’articolo si presenta , con una retroattività minima che coincide con l’Agosto 2012 e che andra’ crescendo di anno in anno visto che la pregressa dovra’ sempre coincidere almeno con tale data.

 

Cio’ che il Nursing Up ha invece osservato, ma che non ha trovato chiarimento nelle risposte del Ministero, nemmeno in occasione degli interventi e puntualizzazioni fatti di persona dal Presidente in occasione della riunione del 17. u.s.  è, a nostro parere, la distanza che si e’ creata (e che ad ogni bozza successiva di questo regolamento sembra ampliarsi ulteriormente) , tra il dettato legislativo che delega la materia e cio’ che questo regolamento ha la presunzione di voler realizzare.

 

Ci pare cioe’, in estrema sintesi che con la predisposizione di questa bozza di DPR il Ministero da un lato realizzi, con una riserva che espliciteremo nel proseguo, il mandato legislativo ma dall’altro sembra andar ben oltre ciò , con il rischio di superare la delega che il legislatore aveva posto .

 

Per meglio comprendere bisogna ora andare nel concreto di queste osservazioni e per farlo, sarebbe opportuno leggere assieme “la norma madre” ossia l’articolo 3 del Decreto Legge 13 Settembre 2012 n. 158 (Balduzzi) e per comodità riportiamo nel suo   testo originario .

 

 

Art. 3

 

Responsabilita' professionale dell'esercente le professioni sanitarie

 

1. L'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della

propria  attivita'  si  attiene  a  linee  guida  e  buone   pratiche

accreditate dalla comunita' scientifica non risponde  penalmente  per

colpa lieve. In tali casi  resta  comunque  fermo  l'obbligo  di  cui

all'articolo  2043  del  codice  civile.  Il  giudice,  anche   nella

determinazione del risarcimento del danno,  tiene  debitamente  conto

della condotta di cui al primo periodo.

2. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato  ai  sensi

dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  da

emanare entro il 30 giugno  2013,  su  proposta  del  Ministro  della

salute, di  concerto  con  i  Ministri  dello  sviluppo  economico  e

dell'economia e delle finanze, sentite l'Associazione  nazionale  fra

le imprese  assicuratrici  (ANIA),  la  Federazione  nazionale  degli

ordini  dei  medici  chirurghi  e  degli  odontoiatri,   nonche'   le

Federazioni nazionali degli ordini e dei  collegi  delle  professioni

sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente  rappresentative

delle  categorie  professionali  interessate,  anche  in   attuazione

dell'articolo 3, comma 5, lettera e),  del  decreto-legge  13  agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011,  n.  148,  al  fine  di  agevolare  l'accesso  alla   copertura

assicurativa  agli   esercenti   le   professioni   sanitarie,   sono

disciplinati le  procedure  e  i  requisiti  minimi  e  uniformi  per

l'idoneita'  dei  relativi  contratti,  in  conformita'  ai  seguenti

criteri:

a) determinare i casi nei quali, sulla base di definite categorie

di rischio professionale, prevedere l'obbligo, in capo  ad  un  fondo

appositamente costituito, di garantire idonea copertura  assicurativa

agli esercenti le  professioni  sanitarie  ((,  anche  nell'esercizio

dell'attivita' libero-professionale intramuraria,  nei  limiti  delle

risorse del fondo stesso)). Il fondo viene finanziato dal  contributo

dei professionisti che ne facciano espressa richiesta ,((nella misura

determinata dal soggetto gestore del fondo di cui alla lettera  b))),

e da un ulteriore  contributo  a  carico  delle  imprese  autorizzate

all'esercizio dell'assicurazione per danni  derivanti  dall'attivita'

medico-professionale, determinato  in  misura  percentuale  ai  premi

incassati nel precedente esercizio, comunque non superiore al  4  per

cento del premio stesso,  con  provvedimento  adottato  dal  Ministro

dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute  e

il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentite  la  Federazione

nazionale degli ordini dei  medici  chirurghi  e  degli  odontoiatri,

nonche' le Federazioni nazionali degli ordini  e  dei  collegi  delle

professioni sanitarie;

b) determinare il soggetto gestore del Fondo di cui alla  lettera

a) e le sue competenze senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  della

finanza pubblica;

c) prevedere che i  contratti  di  assicurazione  debbano  essere

stipulati anche in base a condizioni che dispongano alla scadenza  la

variazione in aumento o in diminuzione del  premio  in  relazione  al

verificarsi o meno di sinistri e  subordinare  comunque  la  disdetta

della polizza alla reiterazione di una condotta colposa da parte  del

sanitario accertata con sentenza definitiva.

3. Il  danno  biologico  conseguente  all'attivita'  dell'esercente

della professione sanitaria e' risarcito sulla base delle tabelle  di

cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005,

n. 209, eventualmente integrate con la procedura di cui  al  comma  1

del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui  ai  citati

articoli, per tener conto delle fattispecie  da  esse  non  previste,

afferenti all'attivita' di cui al presente articolo.

4. ((Nel rispetto dell'ambito applicativo dell'articolo 3, comma 5,

lettera e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito,  con

modificazioni,  dalla  legge  14  settembre  2011,  n.  148,  per   i

contenuti)) e le procedure inerenti ai contratti assicurativi  per  i

rischi derivanti  dall'esercizio  dell'attivita'  professionale  resa

nell'ambito  del  Servizio  sanitario  nazionale  o  in  rapporto  di

convenzione, il decreto di cui al  comma  2  viene  adottato  sentita

altresi' la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo  Stato,  le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Resta comunque

esclusa a carico degli enti del  Servizio  sanitario  nazionale  ogni

copertura  assicurativa  della   responsabilita'   civile   ulteriore

rispetto  a  quella  prevista,  per  il  relativo  personale,   dalla

normativa contrattuale vigente.

5. Gli albi dei consulenti tecnici d'ufficio di cui all'articolo 13

del regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, recante disposizioni  di

attuazione del codice di procedura civile, devono  essere  aggiornati

con cadenza almeno quinquennale, al fine di garantire, oltre a quella

medico legale, una idonea e  qualificata  rappresentanza  di  esperti

delle discipline specialistiche dell'area  sanitaria,  anche  con  il

coinvolgimento delle societa' scientifiche tra i quali scegliere  per

la  nomina   tenendo   conto   della   disciplina   interessata   nel

procedimento.

6. Dall'applicazione del  presente  articolo  non  devono  derivare

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

 

 

Orbene dove, per il nostro sindacato ,  la bozza di DPR in discussione rischia di andare oltre la delega del dettato normativo?

 

Il primo punto e’ l’interpretazione che la bozza di DPR da dell’obbligatorietà della polizza.

 

Nel primo articolo infatti questa bozza sancisce che l’obbligo ricade solo sui liberi professionisti, sembrando svolgere  in tal modo una funzione interpretativa di una disposizione legislativa, e per questo noi ci chiediamo : è corretto che un DPR interpreti una legge dello Stato prevedendo in forza di ciò una fattispecie non specificatamente indicata dal legislatore  come la riserva dell’obbligo solo in capo ai liberi professionisti ?

 

A noi sembra che tale procedura,  anche se supportata da pareri illustri come ci viene detto,  non sia  conforme al principio generale della gerarchia delle fonti del nostro ordinamento.

 

Un altro punto sul quale, a parere del Nursing Up, si corre il rischio di andare oltre rispetto alla delega sta nell’aver attuato uno strano meccanismo in base al quale il DPR, da un lato indica quali sono le macro categorie di destinatari nei confronti dei quali le norme debbano considerarsi obbligatorie ( libero professionisti) , poi indica  “le condizioni minime che devono essere garantite dalle polizze del settore”  ed ancora (e qui sta a nostro parere la forzatura) estende  quelle stesse condizioni minime a  tutti i contratti, anche quelli non obbligatori ( e cio’ sembra ancora una volta accadere in via interpretativa ). Ebbene , a nostro parere anche questo aspetto corre il rischio di concretizzare una delega in piu’ rispetto a quanto specificatamente indicato nella norma madre.

 

Ma proseguendo con la lettura della bozza DPR oggetto di questa circolare, emerge un’altra evidente incongruenza o quanto meno “discutibile attuazione ” del dettato normativo , ecco di cosa si tratta: la norma madre sancisce che  il fondo costituito debba “garantire idonea copertura assicurativa alle professioni sanitarie” , ma è fuor di ogni dubbio , e nel  DPR ciò appare chiaro,  che il fondo “interviene e ci prova”,  ma senza alcuna garanzia sul risultato e cio’ , a nostro parere , rende la volontà delegata dal legislatore assolutamente non realizzata .   

 

Torneremo ad aggiornaVi sull’argomento appena ci saranno innovazioni, per ora confermiamo cio’ che il Nursing Up sottolinea da anni, l’infermiere dipendente pubblico deve dotarsi di una polizza professionale che lo tuteli dalla colpa grave per i rischi che corre giornalmente e dei quali , oltre alle previsioni di qualsiasi bozza di DPR, egli è chiamato a rispondere  personalmente ai sensi dell’articolo 28 della Costituzione Italiana.

 

 

 

Nursing Up

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584