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INIZIA LA BATTAGLIA GIUDIZIARIA DEL NURSING UP CONTRO I PROVVEDIMENTI CHE VESSANO LA DIGNITA’ E LE FUNZIONI DELL’INTERA CATEGORIA.IL PRESIDENTE HA FIRMATO OGGI LA NOTIFICA CON URGENZA

IL SINDACATO DEGLI INFERMIERI ITALIANI

 

 

Roma, 06 maggio  2015

 

 

 

 

Ai Dirigenti sindacali di tutti i livelli operativi

E, per loro tramite agli associati

 

INIZIA LA BATTAGLIA GIUDIZIARIA DEL NURSING UP  CONTRO I PROVVEDIMENTI CHE VESSANO LA DIGNITA’ E LE FUNZIONI DELL’INTERA CATEGORIA.

 

IL SINDACATO PORTA IN GIUDIZIO  REGIONE LAZIO E MINISTERO DELLA SALUTE

 

IL PRESIDENTE HA FIRMATO OGGI “LA NOTIFICA CON URGENZA”.

 

Come già preannunciato attraverso una precedente circolare a firma del nostro  Presidente, Antonio De Palma,  Nursing Up- Il Sindacato degli Infermieri Italiani ha deciso di proporre un’azione pilota davanti alla magistratura amministrativa contro alcuni importantissimi provvedimenti adottati della regione Lazio.

Si tratta di provvedimenti che il sindacato considera  un esempio esplicito di  vessazione della dignità professionale e fonte indiretta di  “ demansionamento degli infermieri”.

Oggi  stesso il Presidente, dopo aver partecipato direttamente , nei giorni scorsi, alla concreta predisposizione ed elaborazione del ricorso da parte dei legali incaricati, ha sottoscritto l’atto definitivo.

Informiamo pertanto che NURSING UP ha chiamato in giudizio :

- la Regione Lazio, in persona del Presidente della Giunta Regionale p.t. Dott. Nicola Zingaretti, anche nella sua qualità di “Commissario ad Acta”;

- il Ministero della Salute, in persona del Ministro pro tempore;

per l’annullamento e/o la declaratoria di nullità,  previa adozione di misure cautelari, dei seguenti atti:

- Delibera Regione Lazio n. 124 dell’anno 2015, approvata il 24 marzo 2015 e pubblicata nel B.U.R.L - supplemento ordinario del 2 aprile 2015;

- Delibera Regione Lazio n.125 dell’anno 2015, approvata il 24 marzo 2015 e pubblicata nel B.U.R.L. n.27- supplemento ordinario del 2 aprile 2015, intitolata “Modifiche alla DGR 1304/2004: "Requisiti per il rilascio dell'autorizzazione all'apertura ed al funzionamento delle strutture che prestano i servizi di Mensa sociale e accoglienza notturna, i Servizi per la vacanza, i Servizi di emergenza e di pronto intervento assistenziale e dei Centri diurni, di cui all'articolo 2, lettera a), punto 2 della l.r. n. 41/0..”, nella parte in cui stabilisce “A) di modificare la D.G.R. 1304/2004 concernente i requisiti per il rilascio dell’autorizzazione all’apertura ed al funzionamento delle strutture che prestano i servizi di Mensa sociale e di Accoglienza notturna, Servizi per la vacanza, Servizi di pronto intervento assistenziale e Centri diurni, di cui all’articolo 2, lettera a), punto 2 della l.r. n. 41/03, come da allegato A che forma parte integrante del presente provvedimento, in relazione a:

a) i requisiti previsti alla parte I.A. Parte generale;

b) i requisiti comuni e i requisiti di cui alle specifiche tipologie di utenza previsti alla parte I.B.4 Centri Diurni” e nello specifico nella parte in cui al punto 2), lettera a), stabilisce: “2) nella parte riguardante l’Operatore sociosanitario ( OSS ) è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

“Le funzioni di OSS possono essere svolte da:

a) infermieri;

b) assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST);

c) operatori socioassistenziali (OSA);                                            

d) operatori tecnici ausiliari (OTA);

e) assistenti familiari;

f) persone in possesso del diploma quinquennale professionale nel settore dei servizi sociosanitari e titoli equipollenti;

g) persone non in possesso dei titoli indicati, con documentata esperienza almeno quinquennale in strutture socioassistenziali residenziali o semiresidenziali o in servizi domiciliari nelle specifiche tipologie di utenza.”;

3) nella parte riguardante l’Educatore professionale, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

“La funzione di educatore professionale è ricoperta dagli educatori professionali formati nell’ambito delle classi di laurea per le professionali sociali e delle classi di laurea delle professioni sanitarie della riabilitazione e titoli equipollenti. Le funzioni educative possono essere ricoperte anche da persone non in possesso dei titoli indicati, con documentata esperienza almeno quinquennale in strutture socioassistenziali e socio-educative residenziali o

semiresidenziali o in servizi domiciliari nelle specifiche tipologie di utenza.

Le funzioni di supporto all’attività dell’educatore professionale possono essere svolte, oltre che da educatori professionali, da:

a) infermiere;

b) operatori sociosanitari (OSS);

c) assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST);

d) operatori socioassistenziali (OSA);

e) operatori tecnici ausiliari (OTA);

f) assistenti familiari;

g) persone in possesso del diploma quinquennale professionale nel settore dei servizi sociosanitari e titoli equipollenti;

h) persone non in possesso dei titoli indicati, con documentata esperienza almeno quinquennale in strutture socioassistenziali residenziali o semiresidenziali o in servizi domiciliari per le specifiche tipologie di utenza.”.

- Delibera della Regione Lazio n.126 dell’anno 2015, approvata il 24.3.2015 e pubblicata sul B.U.R.L. n.27 – supplemento ordinario del 2 aprile 2015, nella parte in cui stabilisce:ALLEGATO A Modiche alla deliberazione della Giunta regionale 23 dicembre 2004, n. 1305.

I. Alla Sezione I del documento allegato alla DGR 1305/2004 (Strutture residenziali per minori) sono apportate le seguenti modifiche” e più precisamente nella parte in cui dispone “2) nella parte riguardante l’Educatore professionale, dopo le parole “vigente normativa” aggiungere i seguenti periodi:

“La funzione di educatore professionale è ricoperta dagli educatori professionali formati nell’ambito delle classi di laurea per le professioni sociali e delle classi di laurea delle professioni sanitarie della riabilitazione e titoli equipollenti.

Funzioni di supporto all’attività dell’educatore professionale possono essere svolte, oltre che da educatori professionali, da:

a) infermieri;

b) operatori sociosanitari (OSS);

c)assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST);

d) operatori socioassistenziali (OSA);

e) operatori tecnici ausiliari (OTA);

f) assistenti familiari;

g) persone in possesso del diploma quinquennale professionale nel settore dei servizi sociosanitari e titoli equipollenti;

h) persone non in possesso dei titoli indicati, con documentata esperienza come operatori in strutture e servizi socioassistenziali per minori.”; nonché nella parte in cui stabilisce: “E) al paragrafo II.A.3.5 (Figure Professionali):

1) nella parte riguardante il Responsabile l’ultimo periodo è sostituito dal seguente:

“Il ruolo del responsabile è ricoperto da:

a)            laureati di secondo livello in ambiti disciplinari afferenti alle aree sociali, pedagogico-educative, psicologiche o sanitarie;

b)            laureati di primo livello in ambiti disciplinari afferenti alle aree sociali, pedagogico-educative, psicologiche o sanitarie, con esperienza biennale nel settore documentata;

c)            diplomati di scuola secondaria superiore, con documentata esperienza nel ruolo specifico di responsabile di struttura o servizio socioassistenziale o sociosanitario per disabili di almeno cinque anni.

Il ruolo del responsabile può essere ricoperto anche da un operatore in servizio presso la struttura in possesso dei titoli indicati precedentemente.”;

2) nella parte riguardante l’Operatore sociosanitario:

a) dopo le parole “tempo libero” sono aggiunte le seguenti: “nonché aiuto per la corretta assunzione dei farmaci prescritti, per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso e nella preparazione alle prestazioni sanitarie”;

b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

“La funzione di OSS può essere svolta da:

a) infermieri;

b) assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST);

c) operatori socioassistenziali (OSA);

d) operatori tecnici ausiliari (OTA);

e) assistenti familiari;

f) persone in possesso del diploma quinquennale professionale nel settore dei

servizi sociosanitari e titoli equipollenti;

g) persone non in possesso dei titoli indicati, con documentata esperienza almenoquinquennale come operatori in strutture e servizi socioassistenziali per

disabili.”;

- Deliberazione Giunta Regionale del Lazio (D.G.R.) 23 dicembre 2004, n. 1305 G.R.,nella parte in cui detto provvedimento normativo risulta esser stato oggetto di modificazioni/integrazioni a seguito dell’approvazione/adozione delle delibere sopra indicate, per quanto le medesime sono fatte oggetto di specifica impugnazione;

- di ogni altro provvedimento ad esse presupposto, connesso, collegato o conseguente.

 

Questo è uno dei primi atti attraverso i quali Nursing Up dice basta alla  tracotanza ed alla protervia di una politica orba ed incompetente.

Aggiorneremo dirigenti sindacali ed associati sugli sviluppi delle azioni che, in funzione della loro importanza e per i riflessi che potranno avere sull’operato di tutte le regioni italiane, saranno seguite direttamente dal Presidente del Sindacato.

Nursing Up

Il Sindacato degli Infermieri Italiani

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584