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IMPLEMENTAZIONE FUNZIONI INFERMIERISTICHE, QUESTA VOLTA TUTTI UNITI CONTRO LA PROTERVIA DELLA CATEGORIA MEDICA



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 22 luglio 2015

 

                                                           Agli associati ed a tutti i Dirigenti Sindacali del Nursing Up

 

 

 

IMPLEMENTAZIONE FUNZIONI INFERMIERISTICHE, QUESTA VOLTA TUTTI UNITI CONTRO LA PROTERVIA DELLA CATEGORIA MEDICA

 

 

Comunichiamo che nel pomeriggio di ieri, 21 luglio 2015, siamo stati convocati dal Ministro l’On. Lorenzin per discutere dell’ormai annosa questione relativa al comma 566 della Legge di Stabilità 2015 e della correlata applicazione dell’Accordo Stato-Regioni sull’Implementazione delle Competenze Infermieristiche, sul quale il NURSING UP, le altre OO.SS. e la Federazione IPASVI lavorano ormai da circa due anni.

 

Utile spiegare che l’emanazione del comma 566 è stata giustificata dal Governo quale strumento indispensabile e preliminare per consentire la rapida e concreta approvazione del suddetto Accordo.

 

Per il NURSING UP, sorretto da una conoscenza del diritto che ha fatto propria ormai da molti anni, tale motivazione non ha alcuna giustificazione normativo-procedurale.

 

Riteniamo, al contrario, che siano già presenti tutti quei presupposti e quelle condizioni utili affinché, se solo l’esecutivo lo volesse, sia portato in Conferenza Stato-Regioni l’ambito e sopra richiamato Accordo, esito di un lungo lavoro durato ben 2 anni e che delinea un evidente ed incontrovertibile progresso evolutivo della professione infermieristica rispetto alle previsioni indicate dalla Legge 42/1999.

 

Ma sulla dinamica procedurale manifestata proprio ieri dall’esecutivo ci riserviamo di stendere un infinito velo di riserva.

 

Oltre qualsiasi previsione, infatti, l’On. Ministro, dopo aver lasciato spazio ad un’ampia e dettagliata relazione del Direttore Generale per le Professioni Sanitarie, la dott.ssa Ugenti, sul come e sul perché il Governo sia pervenuto ad emanare il comma 566, ha “servito sul piatto” - fuori dai denti e senza mezzi termini – a tutti i presenti la proposta  di accettare una modifica di parte del comma stesso, “agganciandola”, in subordine, alla motivazione di una immediata approvazione dell’Accordo di cui sopra, attraverso l’inserimento al suo interno proprio della novazione proposta sul 566.

 

Per l’esecutivo si tratterebbe di una modifica di puro dettaglio e senza valore sostanziale.

Per noi, invece - e non solo per noi, dato che su questo all’unanimità si sono trovati concordi tutti gli altri sindacati ed associazioni delle professioni sanitarie intervenute - si tratta di una novazione tutt’altro che irrilevante se non addirittura inaccettabile, giacché lascerebbe la situazione ambiguamente “costretta nei limiti delle previsioni della Legge 42/1999”, in spregio all’ambito progresso sostanziale dell’implementazione delle funzioni infermieristiche che sia la professione sia i cittadini auspicano .

 

Il confronto è durato ore, con interventi di tutte le componenti presenti al tavolo, ma inutilmente…

La posizione del Ministro, soltanto inizialmente di tipo interlocutorio, ha dato corpo al legittimo malumore dei presenti, generando un risentimento che ha permeato tutto l’incontro.

Siamo convinti che, dopo il lungo tempo trascorso precedentemente ai tavoli Ministeriali per portare a compimento un Accordo sofferto – sottolineo, finalmente con il placet di quelli che (allora) erano la componente medica – con l’atteggiamento mostrato ieri dall’esecutivo ci ritroviamo ancora oggi, a causa dei vari diktat posti sempre e solo da parte di una certa sponda della categoria della quale si dice, a veder di nuovo mettere in predicato il lavoro fin qui da noi infermieri svolto.

 

Per quanto ci riguarda NON E’ PIU’ TEMPO DI COMPROMESSI, PERCHE’ OCCORRE FARE UN PASSO OLTRE!

 

Il Ministro si faccia, dunque, carico di assumere una decisione, che per noi è quella di mandare in Conferenza Stato Regioni il provvedimento che formalizzi l’Accordo per l’Implementazione delle Funzioni Infermieristiche, senza più indugiare sul comma 566 che consideriamo perfetto così com’è, senza apportarvi alcuna modifica.

 

Fare ciò è oltremodo necessario. Per dar conto ai cittadini del fatto che il Governo si muove nel loro interesse e non per “foraggiare” incoerenti ed improduttive pretese di talune categorie professionali sanitarie, “anacronisticamente auto-consideratesi perno unico” intorno al quale far ruotare tutto il sistema della salute in Italia.

 

E’ apparso evidente che il Governo sta correndo il rischio di comportarsi da “ricettacolo” di assurde pretese avanzate da una certa parte del mondo medico, che fa ostruzione di fronte a qualsiasi tentativo di evoluzione e di progresso, non solo degli infermieri, ma dell’intero sistema salute.

In questo modo infatti l’SSN rimane ostaggio degli interessi di chi, pur di mantenere facoltà e privilegi, non esita ad opporsi all’ormai inarrestabile percorso di integrazione delle competenze tra professionisti che operano nel medesimo campo sociale, quello della salute.

 

Nursing Up, e gli infermieri che rappresenta, dicono basta ai giochi di prestigio della politica, che da un lato parla di promozione della salute e dei servizi al cittadino e dall’altro affossa le predette evoluzioni organizzative del sistema.

 

A questo punto Nursing Up pretende che gli infermieri, ed ovviamente le altre professioni sanitarie non mediche, debbano partecipare legittimamente a tutti i processi di sperimentazione, sia clinica che gestionale nel rispetto dei propri livelli di funzione, per giungere così ad una riorganizzazione concreta e reale, già statuita nella legge 251/2000, ma che purtroppo non è stata ancora attuata.

 

Siamo ormai giunti alla profonda consapevolezza che in momenti come questi è necessario dar corpo ad un forte e coeso movimento di opinioni e pressing sull’esecutivo, sostenuto da tutte le componenti del mondo professionale sanitario interessate.Abbiamo condiviso una posizione collegiale e determinata con gli altri sindacati presenti al tavolo, con l’IPASVI (con la quale abbiamo creato alleanze strategiche sulla materia) e con le altre organizzazioni esponenziali delle categorie sanitarie non mediche. Intendiamo creare un muro unico, che si opporrà con ogni mezzo all’ormai risibile ed ostinata protervia di chi nega il progresso, sia di parte politica che medica.

 

Come Presidente ho fermamente ribadito la nostra assoluta indisponibilità ad accettare compromessi sulla materia e quindi, senza apprensione, ci prepariamo ad incontrare nuovamente il Governo, se avrà il buon senso di chiamarci nel prossimo futuro, di fronte al quale confermeremo senza indugio la posizione fin qui sostenuta.

E se il Governo non ci chiama e non porta il provvedimento in Conferenza Stato regioni, oppure se qualche altro attore dovesse tentare di affossare il gran lavoro fatto sino ad oggi sull’implementazione delle funzioni infermieristiche, SAREMO PRONTI AD AGIRE, autonomamente, se necessario, come sindacato che difende gli interessi degli infermieri, ma anche collegialmente, come il primo comunicato unitario diffuso nella tarda serata di ieri dimostra.  

Ove il Governo non dovesse darci ragione di ciò che chiediamo, concordi con le altre professioni sanitarie, riteniamo di doverci preparare a dare forza e sostegno ad una imponente e vibrata sollevazione civile degli infermieri, se possibile condivisa con le altre professioni sanitarie non mediche che lamentano analoghe vessazioni.

Questo è il momento, ce lo chiedono i cittadini in difesa del Ssn.

 

 

Con riserva di aggiornamenti tempestivi sull’evoluzione.

 

 

 Lunga vita al Nursing Up

 

Il Presidente

 

Antonio de Palma

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584