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E' stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 giugno 2015, recante: "Definizione delle tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazio



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Roma, 14 settembre 2015

 

 

 

 

Ai Dirigenti dei livelli Regionali e Provinciali

E, per loro tramite,  agli associati

 

OGGETTO: D.P.C.M. CON TABELLA EQUIPARAZIONE TRA COMPARTI AI FINI DELLA MOBILITA’ INTERCOMPARTIMENTALE

 

E' stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 giugno 2015, recante: "Definizione delle tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione del personale non dirigenziale", adottato su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 29-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dell'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

 

Il provvedimento , è stato registrato dalla Corte dei Conti in data 17 agosto 2015 ed è in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. (com)

 

Si precisa che, in caso di mobilità volontaria, a seguito dell'inserimento di un dipendente nei ruoli dell'amministrazione di destinazione, in base a quanto disposto dall'articolo 30, comma 2-quinquies, del dlgs 165/2001 «al dipendente trasferito per mobilità si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto della stessa amministrazione». 

Diversamente, in caso di mobilità non volontaria, i dipendenti trasferiti, mantengono il trattamento economico fondamentale e accessorio in godimento, se più favorevole rispetto a quello dell'ente di destinazione. Attenzione, perché il mantenimento del trattamento in godimento si riferisce alle sole voci fisse e continuative, che non vengono nemmeno identificate specificatamente dal  DPCM; Sempre nella mobilità non volontaria, laddove il trattamento economico del dipendente trasferito a seguito di mobilità fosse superiore a quello vigente nell'ente di destinazione, il surplus sarà considerato come assegno ad personam, “riassorbibile” con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.

 Buon lavoro

 Per il testo del Decreto rivolgersi a qualsiasi rappresentante sindacale del Nursing Up 

 

 

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