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INFERMIERE "CASE MANAGER" : ARRIVA IL RICONOSCIMENTO DELLA CONFERENZA STATO REGIONI



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 15 settembre  2015

 

 

 

 

Ai Dirigenti dei livelli Regionali e Provinciali

E, per loro tramite agli associati

 

 

INFERMIERE “CASE MANAGER”: IL RICONOSCIMENTO ARRIVA DALLA CONFERENZA STATO REGIONI   .

Anche in Italia opererà l’infermiere “case manager” in ambito delle malattie reumatiche. Lo prevede il testo della proposta – approvato nella Conferenza delle Regioni del 30 luglio - pubblicato integralmente nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .

Da quanto ci risulta , l’ accordo sarà perfezionato una volta ratificato in una delle prossime riunioni della Conferenza Stato-Regioni.

Un guizzo in avanti sotto il profilo regolamentare, perché sono state superate le consuete resistenze di certa parte del mondo medico e perché l’infermiere “case manager” viene correttamente identificato come il manager dell’assistenza.

Riportiamo a seguire , più esaustivo che mai, uno stralcio del documento approvato, che connota in maniera incontrovertibile il profilo dell’infermiere “case manager”.

Intanto la Regione Veneto ha deciso , pionieristicamente, di istituire un primo percorso formativo nel proprio territorio  destinato ai Medici ed agli infermieri.

Ai colleghi candidati viene richiesto il possesso del diploma di laurea in infermieristica o titolo equipollente, almeno 5 anni di anzianità di servizio nella qualifica di infermiere, esperienza di assistenza domiciliare non inferiore a 2 anni, competenze informatiche relative ai principali programmi utilizzati a supporto dell’assistenza.

Il nostro Presidente ha già attivato specifiche forme di collaborazione con i partner Universitari per verificare la fattibilità e, in caso affermativo, promuovere , realizzare e sostenere specifici percorsi di specializzazione dedicati a questo innovativo manager.

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 15/084/CR7b/C7 PROPOSTA DI ACCORDO TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER LA PROMOZIONE DI PERCORSI DIAGNOSTICI TERAPEUTICI ASSISTENZIALI (PDTA) NELLE MALATTIE REUMATICHE INFIAMMATORIE E AUTO-IMMUNI

 

3.5 L’assistenza infermieristica  

   “ La  corretta  organizzazione  di  percorsi  adeguatamente  personalizzati  è  indispensabile  per  raggiungere  l’obiettivo  di  garantire  al    paziente  il  massimo  standard  di  qualità  dell’assistenza. L’infermiere  “case  manager”  è  la  figura  professionale  capace  di  garantire  l’organizzazione  e  la  gestione  di  questi  percorsi.  Vi  è  ormai  un’ampia  letteratura  che  dimostra  come  un  infermiere  esperto,  adeguatamente  formato,  oltre  ad  essere  un  “alleato” potente dei malati reumatici ed un prezioso ed indispensabile collaboratore del  reumatologo,  possa  svolgere  in  piena  autonomia  numerose  attività,  quali  la    valutazione  clinimetrica, il counselling, la patient education.   Le  raccomandazioni  EULAR12  sul  ruolo  dell’infermiere  nella  gestione  del  paziente  con  artrite  cronica  hanno  definito  le  competenze  che  debbono  acquisire  gli  infermieri  per  assistere i pazienti affetti da malattie reumatiche auto-immuni in modo adeguato, secondo  i criteri della Evidence Based Nursing.    L’attribuzione  all’infermiere di  compiti  sempre più orientati in direzione  specialistica  si  traduce in un netto miglioramento della qualità e della efficienza dei percorsi assistenziali.  L’avvento  dei  farmaci  biologici  ha  determinato  una  radicale  modifica  dei  percorsi  assistenziali nei pazienti con artrite cronica. Il ruolo dell’infermiere in questo percorso ha  assunto  un  particolare  rilievo  sotto  il  profilo  tecnico,  organizzativo  ed  educativo.  Per  quanto  concerne  l’aspetto  tecnico  l’infermiere  deve  acquisire  tutte  le  necessarie  conoscenze  relative  alla  preparazione  dei  diversi  farmaci,  alle  caratteristiche  di  conservazione,  preparazione  e  somministrazione  (specie  per  quanto  concerne  i  preparati  somministrati per  via  venosa) ed  al monitoraggio dei parametri nel  corso dell’infusione.  L’infermiere  può  svolgere  inoltre  un  ruolo  determinante  nella  rilevazione  dei  dati  clinimetrici, sui quali si basa il monitoraggio dell’attività di malattia.  Di  non  minore  importanza,  sono  le  problematiche  di  tipo  organizzativo,  relative  alla  gestione  degli  appuntamenti,  al  rispetto  degli  intervalli  di  somministrazione,  all’aggiornamento della documentazione clinica ed alla pianificazione degli accessi e dei  relativi carichi di lavoro.  L’infermiere gestisce l’organizzazione delle attività che si dovessero  rendere necessarie  in rapporto alla comparsa di eventi avversi o di situazioni di rischio durante il trattamento   con  farmaci  biologici,  collaborando  con  il  reumatologo  nella  gestione  di  tali  circostanze.  Inoltre  l’infermiere  concorre  all’applicazione  delle  procedure  previste  dalla  normativa  sulla farmacovigilanza.  Un efficace programma di “patient education” andrebbe sistematicamente effettuato per  tutti  i  pazienti  candidati  al  trattamento  con  farmaci  biologici.  Questo  aspetto  è  da  considerarsi parte integrante di un percorso di nursing reumatologico da realizzare quanto  prima  nel  nostro  Paese,  sulla  base  di  esperienze  ormai  ampiamente  consolidate  in  altre  nazioni. 

 

    

 Buon lavoro

 

Nursing Up

 

Il Sindacato degli infermieri Italiani

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