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Tessera Professionale Europea, un balzo in avanti per l’infermiere italiano nel riconoscimento delle proprie competenze.



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 03 Dicembre 2015

 

 Ai dirigenti sindacali

E per loro tramite A tutti gli associati

 

 

Oggetto: Tessera Professionale Europea, un balzo in avanti per l’infermiere italiano nel riconoscimento delle proprie competenze.

 

 

Il Nursing Up lo dice e lo scrive da tempo……. l’Unione Europea sarà l’utile zattera che potrà sostenerci sulla palude nella quale viene gettato ogni progresso riguardante le competenze infermieristiche ad opera dei soliti noti per non so quale sterile, egoistico fine.

Ed ecco che un’altra dimostrazione che l’evoluzione positiva non puo’ essere fermata , arriva dalla Tessera Professionale Europea.

Sappiamo che uno degli scopi fondamentali dell’Unione consiste nell’armonizzare il piu’ possibile, tra i Paesi membri, le procedure ed in quest’ambito si colloca la Tessera Professionale Europea che mira a stabilire un quadro comune di definizione e quindi di formazione di alcune professioni regolamentate.

In parole piu’ semplici la tessera sanitaria europea e’ una procedura elettronica che offre il riconoscimento delle qualifiche professionali tra i Paesi dell’Unione Europea e consentirà al  legittimo possessore di poter circolare liberamente in Europa in virtu’ di una procedura di riconoscimento piu’ snella di quella ordinaria stimolando la mobilità dei liberi professionisti regolamentati.

Diventa allora chiaro che il primo passo per creare le circostanze sopra illustrate e’ quello di dare una definizione comune di professionista e per quel che a noi interessa una definizione di infermiere.

Ebbene attraverso la direttiva europea 2013/55/UE, pubblicata il 17 gennaio 2014, che modifica la precedente direttiva 2005/36/CE viene data una definizione di infermiere e viene tracciata anche una armonizzazione del suo percorso formativo, l’atto europeo di cui sopra dava tempo all’ Italia per il suo recepimento fino al 18 Gennaio 2016 e, “udite! udite!” l’Italia, costretta, la sta ora recependo;  in questi giorni, infatti,  sta circolando lo schema di Decreto Legislativo che ratificherà la direttiva 55 nel nostro ordinamento e che sarebbe stato inviato dal Governo alle Regioni per il loro parere.

Bene, ma  perché al Nursing Up interessa particolarmente questa direttiva ed il Decreto Legislativo di recepimento??

Semplice, l’atto normativo imposto dall’Unione Europea detta non soltanto  i   requisiti minimi di formazione delle professioni settoriali ( tra le quali quella dell’infermiere) ma anche e soprattutto, definisce la professione infermieristica rivisitandola in termini di conoscenze, competenze e abilità.

La tessera professionale europea (EPC), nello schema del Decreto Legislativo di recepimento della direttiva 2013/55/UE potrà essere richiesta alle autorità competenti per le professioni di :

a) infermiere responsabile dell’assistenza generale

b) farmacista

c) fisioterapista

d) guida alpina

e) agente immobiliare

Quindi lo schema del decreto, in attuazione della direttiva dell’Unione Europea, inserisce l’infermiere tra i professionisti destinatari della tessera professionale europea e fa di piu’, all’articolo 30 punto 2) lettera f) si prevede quanto segue:

 …….il titolo di infermiere responsabile dell' assistenza generale sancisce la capacità del professionista in questione di applicare almeno le seguenti competenze, a prescindere dal fatto che la formazione si sia svolta in università, in istituti di insegnamento superiore di un livello riconosciuto come equivalente o in scuole professionali ovvero nell'ambito di programmi di formazione professionale infermieristica:

1.      la competenza di individuare autonomamente le cure infermieristiche necessarie utilizzando le conoscenze teoriche e cliniche attuali nonché di pianificare, organizzare e prestare le cure infermieristiche nel trattamento dei pazienti, sulla base delle conoscenze e delle abilità acquisite (e già indicate nel Dlgs 206/2007, ndr), in un'ottica di miglioramento della pratica professionale;

2.      la competenza di lavorare efficacemente con altri operatori del settore sanitario, anche per quanto concerne la partecipazione alla formazione pratica del personale sanitario sulla base delle conoscenze e delle abilità acquisite;

3.      la competenza di orientare individui, famiglie e gruppi verso stili di vita sani e l'autoterapia, sulla base delle conoscenze e delle abilità acquisite ai sensi del comma 6, lettere a) e b);

4.      la competenza di avviare autonomamente misure immediate per il mantenimento in vita e di intervenire in situazioni di crisi e catastrofi;

5.      la competenza di fornire autonomamente consigli, indicazioni e supporto alle persone bisognose di cure e alle loro figure di appoggio;

6.      la competenza di garantire autonomamente la qualità delle cure infermieristiche e di valutarle;

7.      la competenza di comunicare in modo esaustivo e professionale e di cooperare con gli esponenti di altre professioni del settore sanitario;

8.      la competenza di analizzare la qualità dell'assistenza in un'ottica di miglioramento della propria pratica professionale come infermiere responsabile dell'assistenza generale".

 

Tutto questo per dire che mentre in Italia si discute all’infinito su questioni di “lana caprina”, l’ Europa con questa direttiva riporta l’Infermiere nazionale , al pari di quello degli altri Paesi comunitari, ai tempi moderni riscattandolo dal medioevo nel quale si trovava e definendo le sue competenze per quelle che sono e non per quelle che a qualcuno fa comodo che appaiano.

 

Si tratta dunque di una conferma che la strada che da anni traccia il Nursing Up verso la ricerca di interlocutori Europei per bypassare le resistenze locali e’ quella giusta e cio’ rafforza ulteriormente la fiducia verso la strategia politica intrapresa.

 

In attesa di sviluppi sull’iter di approvazione del Decreto Legislativo, sara’ nostra priorità informarvi sugli aspetti della formazione e della richiesta pratica della tessera professionale europea da parte di tutti i nostri associati interessati, aspetti dei quali non ci occupiamo in questa sede in quanto appaiono ancora fumosi.

 

 

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