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Regione Emilia Romagna: bene la Delibera di Giunta che mette in evidenza ciò che la legge n 42/99 già ha previsto formalmente.Eppure tale provvedimento solleva dubbi e perplessità , oltre a farci comprendere che tanta strada deve ancora essere fatta



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Roma, 22 aprile 2016

 

Ai Dirigenti dei livelli Regionali e Provinciali

A tutti gli altri dirigenti sindacali Nursing Up

 

 

Regione Emilia Romagna:  bene  la Delibera di Giunta che mette in evidenza ciò che la legge n 42/99 già ha previsto formalmente , e cioè che " gli infermieri non sono più  figure professionali ausiliarie rispetto ai medici, ma bensì professionisti dotati di autonomia, con proprie e specifiche competenze" , eppure tale provvedimento solleva dubbi e perplessità , oltre a farci comprendere che tanta strada deve ancora essere fatta sulla via della corretta applicazione delle disposizioni di legge.

            Diamo atto che la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna  ha adottato una propria delibera sulle funzioni 'avanzate' degli infermieri di emergenza-urgenza, quelle per intenderci sulle quali si è consumata la contestatissima sospensione che l'Ordine dei medici di Bologna ha comminato a propri iscritti .

Con il provvedimento del quale si parla sono state declinate specifiche  linee guida contenenti gli indirizzi generali e sono stati creati i presupposti affinchè un pool regionale di esperti dovrà, entro il 30 aprile p.v. riempire di contenuti il perimetro tracciato dalla Giunta.

Abbiamo anche letto le dichiarazioni rese alla stampa da parte dell’assessore alla sanità dell’ Emilia Romagna , secondo il quale si sta cercando di fare in modo che i medici, gli infermieri e tutti gli altri professionisti del sistema sanitario lavorino insieme, convinti che la sempre maggiore qualità della nostra sanità dipenda dalla collaborazione fra coloro che vi lavorano e operano quotidianamente e non dalla contrapposizione".

Merita plauso quanto dichiarato dall’assessore  con specifico riferimento alla esigenza “di fare chiarezza in un ambito delicato, con una consapevolezza: la professione degli infermieri è oggi molto cambiata. Gli infermieri non sono più  figure professionali ausiliarie rispetto ai medici, ma professionisti dotati di autonomia, con proprie e specifiche competenze. “

Ciò nonostante non possiamo non sottolineare alcuni aspetti del documento regionale che , a nostro parere, non realizzano compiutamente tali assunti, e quindi la volontà dichiarata, di rendere concreta ed effettuale l’applicazione “innovativa” delle maggiori conoscenze e competenze infermieristiche, quindi gli ambiti di autonomia che caratterizzano tale specifico esercizio professionale.

Ci riferiamo, in particolare , ma con riserva di approfondimenti e valutazioni anche sul resto del documento, al punto 4), lettere c) e d) ,  laddove si prevede che le linee guida regionali e i singoli protocolli operativi aziendali sull’impiego avanzato del personale infermieristico dovranno in ogni caso :

c) prevedere che le procedure aziendali vengano adottate e aggiornate a cura del medico responsabile del Servizio di emergenza e che, in ogni caso, siano fatte salve le responsabilità, le sfere di autonomia decisionale e le competenze organizzative dei dirigenti dei Servizi nella redazione dei protocolli;

 d) garantire che i protocolli presentino un livello di dettaglio tale da eliminare ogni componente discrezionale valutativa dell’intervento in capo all’operatore sanitario non medico, prevedendo che qualunque intervento complesso o che presenti margini di incertezza esecutiva sia rimesso alla valutazione del personale medico, assicurando la tracciabilità dei relativi contatti;

E’ del tutto evidente che la previsione di cui al punto c) sopra esposto sembra dimenticare completamente il coinvolgimento degli infermieri nella complessa attività di “adozione ed aggiornamento” delle procedure, in specie al livello aziendale.  

Non si comprende infatti come possa  prevedersi, se si desidera rispettare , come si dice l’autonoma determinazione professionale di tutti i professionisti  coinvolti in tali procedimenti,  che le procedure aziendali debbano essere adottate ed aggiornate solo dal medico responsabile del servizio di emergenza, quindi senza il coinvolgimento diretto degli operatori chiamati a condividere tali protocolli .

E’ palese il rischio, a nostro parere, che possa essere fuorviato il senso di tutta la procedura laddove il medico dovesse interpretare tale previsione come la propria univoca potestà  “di scrivere ciò che gli infermieri devono e/o possono fare”,  utilizzando per far questo ( ed impropriamente aggiungiamo noi) lo strumento protocollare.

Un concreto coinvolgimento dei professionisti interessati al livello aziendale appare a nostro parere indispensabile , e al riguardo certo non riteniamo sufficiente la eventuale presenza di uno o più esperti nel tavolo tecnico regionale , posto che la concreta realizzazione dei protocolli avviene a livello aziendale e per unica mano del dirigente medico responsabile del servizio. 

Purtroppo non agevola nemmeno la previsione del punto d) del documento, laddove la regione si premura di prevedere che “ i protocolli presentino un livello di dettaglio tale da eliminare ogni componente discrezionale valutativa dell’intervento in capo all’operatore sanitario non medico” .

Ai nostri occhi questa è una contraddizione  in termini , che emerge immediatamente e che è palese , perché se da un lato il provvedimento enfatizza (ma solo come premessa), la professionalità e l’autonomia infermieristica, dall’altra si affanna a stigmatizzare, e pure  senza mezze misure, che i protocolli ( quelli aziendali) vengono adottati ed aggiornati solo dal responsabile medico, precisando addirittura che questi devono evitare (a nostro parere sterilizzandone in modo assoluto ed alla radice la complessa funzione ), ogni componente discrezionale valutativa dell’intervento in capo all’operatore sanitario non medico .

Quanto sopra alimenta il dubbio, beninteso senza nulla togliere alle caratteristiche innovative del provvedimento amministrativo adottato dalla regione Emilia Romagna, che tale atto possa anche prestarsi a chi vuole ancora, in antitesi ed anacronisticamente, che l’infermiere svolga un ruolo da “ professionista passivo ”, da utilizzare secondo bisogno e  con scarso coinvolgimento , invece che come attore protagonista del complesso panorama sanitario regionale.

Se così fosse,  noi daremo battaglia in ogni sede.

Nursing Up

Il Presidente

Antonio De Palma 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584