| 

Trattative C.C.N.L. del Comparto Sanità

 

 

 

Deroghe, riposi ballerini ed insufficienti, incarichi a tempo , vessazione delle attività di coordinamento che nel frattempo vengono considerate ruoli di minor prestigio rispetto alle posizioni organizzative, trasformazione degli esperti in senior…

Quante brutte novità  !

 

Cari colleghi,

il 13 dicembre e, presso la sede centrale dell’A.R.A.N. (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) in Roma, si è svolta una riunione , nell’ambito delle trattative per il rinnovo del C.C.N.L. del Comparto Sanità.

Nell’ambito della riunione è stato consegnato ai sindacati presenti un nuovo documento recante:

  • Istituti mancanti dai documenti precedenti del rapporto di lavoro.
  • Proposta di norme sull’orario di lavoro , che richiama in parte anche il tentativo di accordo del 2015 sul dlgs 66 ( mai andato in porto, quello sulle 11 ore).
  • Ci sono poi 2 temi, quello della nuova classificazione ed incarichi ( divisa in due parti, la prima sugli incarichi e poi dovrebbe arrivare la seconda, quella sulle classificazioni attesa l’impossibilità di sostituire i ruoli con le aree).
  • C’e’ una proposta di riorganizzazione dei fondi contrattuali, ne parleremo dopo.
  • Mancano ancora la proposta pubblica sulle indennita’, le norme disciplinari, le flessibilità , altre norme finali e il sistema delle relazioni sindacali, che dovrebbe venir fuori un unico capo contrattuale che tratterà delle relazioni sindacali.

La volontà ARAN è stata quella di uniformarsi, per quanto possibile ai CCNL le cui trattative sono in corso negli altri comparti.

Preliminarmente , l’ARAN ha precisato che le osservazioni   ( e per quanto ci riguarda le contestazioni) già fatte dai sindacati sino ad oggi saranno valutate successivamente.

L’Aran ha cancellato  dalla materia contrattuale ( noi pensiamo anche a seguito della nostra ferma presa di posizione , si legga la precedente circolare sulla materia ) anche i seguenti , ulteriori argomenti :

-Contratto individuale

-Periodo di prova

-Ricostituzione del Rapporto

Su queste parti Nursing Up aveva sollevato non poche contestazioni e quindi bene hanno fatto a stralciare tali norme da quelle in discussione contrattuale, al riguardo le norme non vengono modificate .

Per coerenza, anche tutto il capitolo delle aspettative resta uguale a quello già in essere e, pertanto,  non saranno effettuate le modifiche alle norme contrattuali precedenti, già proposte dall’ARAN.

Inerentemente all’orario di lavoro ecco solo alcune tra le cose che l’ARAN vorrebbe fare , per noi senza vergogna. Ne citiamo solo alcune per ragione di brevità, ma sottolineiamo che noi del Nursing Up abbiamo contestato tutto il pacchetto deroghe, preannunciando all’ARAN denuncie di ogni tipo a tutela dell’incolumità psico fisica dei colleghi interessati, nel caso in cui tali norme passassero  .

In sostanza l’ARAN vorrebbe :

  • attuare le famose deleghe relative al riposo continuativo di 11 ore sulle 24 e quindi, in deroga alle previsioni del dlgvo 66/2003 vorrebbe inserire una clausola che prevede la legittimità  per le aziende sanitarie, di far effettuare riposi giornalieri immediatamente successivi e consecutivi inferiori alle 11 ore ogni 24 . Questo , che oggi è vietato,  troverebbe una propria legittimazione , seppur sotto le mentite spoglie di “eventi eccezionali e non prevedibili , o assenze improvvise, determinati, ad esempio,  da prolungamenti   di interventi chirurgici, malattie o infortuni , situazioni di urgenza . Peccato che tali condizioni , ben lungi dal rappresentare l’eccezione , per chi opera nella sanità possono considerarsi  praticamente la regola. Inoltre, secondo l’ARAN , il personale in pronta disponibilità chiamato in servizio, con conseguente sospensione delle 11 ore di riposo immediatamente consecutivo, deve recuperare immediatamente e consecutivamente dopo il servizio reso le ore mancanti per il completamento delle 11 ore di riposo; nel caso in cui, per ragioni eccezionali,  non sia possibile applicare la disciplina innanzi detta, quale misura di adeguata protezione , viene previsto che le ore di mancato riposo saranno fruite nei successivi 7 giorni , anche in modo frazionato, fino al completamento delle 11 ore di riposo . Sempre secondo l’ARAN dovrebbero essere le aziende a definire la regolamentazione di dettaglio.
  • Elevare da 4 a  6 mesi o addirittura fino a 12 ( per ragioni obiettive tecniche ecc ecc ) la durata media settimanale     di cui all’articolo 4 del dlgs 66/2003 e cioè la durata media di 48 ore del lavoro settimanale.
  • Parlando di reperibilità, laddove questa (senza chiamata) cadesse in un giorno festivo spetta, su richiesta del lavoratore anche una intera giornata di riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.

Inerentemente agli incarichi per il personale del ruolo sanitario  , ecco a seguire , solo alcune tra le cose che l’ARAN vorrebbe fare,  talvolta senza alcun pudore:

  • Prevedere incarichi di funzione , che possono essere di organizzazione o professionale.
  • L’incarico di organizzazione può essere o di posizione organizzativa, più complesso ( ?????) o di coordinamento , meno complesso ( ?????).
  • All’incarico di posizione organizzativa potranno accedere solo i laureati specialisti o magistrali ( hanno trovato il modo per collocarli ) con almeno 5 anni di anzianità nel profilo di appartenenza e in cat D. Previsione molto singolare questa, soprattutto se si vanno a vedere i requisiti previsti per l’accesso alla medesima posizione del ruolo amministrativo e tecnico ( proposti dall’ARAN) , laddove viene richiesto ,unicamente, il possesso di almeno  5 anni di esperienza professionale nel profilo di appartenenza e in categoria D. 
  • Per l’incarico di coordinamento ( di serie B , secondo quanto leggiamo),  l’ARAN , non potendo fare altro, richiama i requisiti di legge ( Master ed esperienza professionale triennale).
  • L’incarico professionale, invece, potrà essere relativo al profilo di specialista  o di esperto . Ci sarebbero poi, ma non abbiamo ancora compreso se aggiuntivi o meno, rispetto a quelli di cui innanzi, altri incarichi professionali per l’esercizio di compiti derivanti dall’organizzazione di aree previste dall’organizzazione aziendale. I compiti da svolgere, secondo noi per paura che gli interessati lavorino poco,  devono essere aggiuntivi e/o maggiormente complessi e richiedono significative, elevate ed innovative competenze professionali rispetto a quelli del profilo posseduto.
  • Per gli specialisti il requisito di studio è quello indicato dalla Legge 43/2006( master)
  • Per il professionista esperto, invece, il requisito dovrebbe essere rappresentato dal possesso di competenze avanzate tramite percorsi formativi complementari regionali ed attraverso l’esercizio di attività professionali , anche in virtù di protocolli concordati tra regioni e rappresentanze istituzionali delle professioni mediche, sanitarie e socio sanitarie ( alla faccia delle competenze dei sindacati) .
  • Gli incarichi saranno a termine, possono durare tra i 3 e i 5 anni, secondo quanto decide l’Azienda, ma gli stessi potranno anche essere revocati prima, con atto scritto e motivato dell’azienda per svariate motivazioni. Inoltre, non si procede a rinnovare gli incarichi senza un procedimento di valutazione selettiva .
  • Infine , ma solo restando tra le cose principali, l’ARAN vorrebbe prevedere n 2 fondi ( per ora) per la contrattazione integrativa: quello per le condizioni di lavoro ed incarichi e quello per la  premialità .

Nursing Up ha fortemente contestato la maggior parte delle proposte di cui sopra, riservandosi di ufficializzare le proprie posizioni nei prossimi giorni . Abbiamo anche preavvisato, come si è già scritto, del grave rischio che le amministrazioni corrono, di ricevere frotte di denunce da parte dei dipendenti della sanità , ai quali , per poter garantire una sanità di qualità ai cittadini, devono essere garantiti livelli idonei di ristoro psicofisico, cosa messa a serio repentaglio dalle deroghe.

 Insomma, è del tutto evidente che  l’ A.Ra.N. presenta una bozza che il NURSING UP ritiene “irricevibile” e prepara un amaro “regalo di Natale” ai lavoratori della salute .

Tutto questo avviene malgrado lo scenario già del tutto negativo, delineatosi sul piano economico dell’accordo - farsa  del 30 novembre 2016 sottoscritto tra Governo, CGIL, CISL e UIL-CONFSAL, che - come ormai tutti sanno - ha previsto un “incremento economico” del tutto insoddisfacente non solo a recuperare gli anni di blocco contrattuale ma anche per il triennio 2016/2018 (pochi spiccioli che, se va bene, decorreranno solo dal 2018), l’A.Ra.N., in occasione dell’ultimo, ha presentato una bozza di articolato di Contratto che definire “irricevibile” è dire poco.

Si tratta di un testo addirittura limitativo e peggiorativo, sul piano dei diritti che sono in capo al prestatore di lavoro, sanciti da quelle stesse norme che fino ad oggi hanno “consolidato” una situazione de facto nelle varie strutture sanitarie pubbliche del Paese.

In nome di un ormai infido ed acclarato generale orientamento che si rifà a quella sciagurata spending review il cui spirito, tra l’altro, ancora oggi serpeggia tra le posizioni di parte pubblica, che è pronta a ricorrervi a mò di “spauracchio” per giustificare le proprie responsabili sottrazioni da un confronto paritario tra le parti, abbiamo già malauguratamente dovuto assistere nel corso dei recenti anni a come i diversi Governi al potere hanno più volte inteso penalizzare i lavoratori del pubblico impiego e metterli “alla gogna” come fossero la ragione ultima e più “nefasta” di inefficienze e immobilismi che appartengono ad un “sistema Paese” a cui non crede più nessuno.

Norme che, nel concreto, hanno inasprito sanzioni disciplinari, limitato il diritto alla salute ed alle cure mediche, alla formazione, allo studio, alla partecipazione, alla carriera ed al riconoscimento delle professionalità (dietro il paradossale grido di “viva il merito” !!!).

L’A.Ra.N. si illude di poter avallare tutto questo suo “balletto” strappando il consenso ai sindacati  (chissà che non lo reputi già come un “burattino” alla propria mercè) che dovrebbero recepirne gli inaccettabili effetti all’interno di Capi, Titoli ed Articoli del prossimo C.C.N.L. Comparto Sanità.

E ciò non dissipa neppure il nostro latente timore che qualche Organizzazione Sindacale non di categoria abbia già di sottobanco “negoziato” (per suo unico tornaconto nei rapporti con la parte pubblica) il proprio assenso alla sottoscrizione di un tale testo di Contratto Collettivo …. (come non chiedersi: “chissà in cambio di che cosa … ???!!!”)

Le limitazioni sembrano essere ormai palesi all’orizzonte sulle materie oggetto di partecipazione sindacale, come l’orario e l’organizzazione del lavoro. Materie estremamente importanti per qualsiasi prestatore di lavoro, desideroso di poter al meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro, e che verrebbero sottratte alla negoziazione integrativa e territoriale, nonché lasciate alla gestione unilaterale delle aziende sanitarie .

Anche su questo, quindi, siamo di fronte ad un notevole arretramento rispetto ai CC.CC.NN.LL. vigenti, con buona pace di chi all’indomani del 30 novembre 2016 aveva “strombazzato” non solo di avere ottenuto il rinnovo dei contratti (falso !), ma di aver anche conquistato il “superamento delle norme volute da Brunetta” negli anni addietro.

Sembra, dunque, che anni di immobilismo contrattuale siano diventati non soltanto motivo di discolpa di una classe politica faziosa  che negli anni si è dimostrata sempre più impreparata a gestire il bene della collettività , ma anche un pretesto - assunto in nome di un mutato panorama generale normativo ed organizzativo sul territorio – per astenersi  da responsabilità che in questa fattispecie ricadono tutte, nell’ambito di un rapporto contrattuale individuale di lavoro, sulla parte datoriale, tutt’altro che attenta al bene della collettività se non in termini esclusivamente economici e pronta a sacrificare i propri lavoratori non essendo più in grado di scorgere (visti i tanti appoggi della politica !) in capo a chi ricadono le responsabilità ultime di qualunque decisione.

Ancora più pericoloso se si paventa il rischio che un testo di C.C.N.L. così formulato, una volta sottoscritto rappresenterebbe un incredibile precedente per gli anni a venire.

E non ci fidiamo neanche più dei “soliti giochetti” della parte pubblica che, come al solito, pensa di poter approfittare del clima antecedente i giorni delle prossime festività natalizie (in cui l’attenzione dell’opinione pubblica è fatalmente minore) per far passare con più facilità messaggi più generici e rassicuranti circa le trattative contrattuali in corso.

Il Nursing Up, comunque, non soltanto continuerà a “schierare sul campo i propri arcieri” ma è pronto a denunciare puntualmente e con decisione chi ancora una volta intende tradire chi dovrebbe rappresentare.

 

Lunga vita al NURSING UP !

Nursing Up

Il Sindacato degli Infermieri Italiani

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584