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Intervento su Repubblica del presidente Nursing Up Antonio De Palma per la Giornata mondiale dell'infermiere

 

Sindacato - Nursing Up punta al giusto riconoscimento di maggiori diritti alla categoria

Valorizzare la professione attraverso richieste mirate

Telefonando al numero verde 800959529 è possibile mettersi in contatto con il sindacato

Tutela, unità d’intenti e valorizzazione della professione. Sono queste le parole d’ordine che contraddistinguono il lavoro quotidiano di Nursing Up, il sindacato che riunisce gli infermieri italiani. Questa categoria, che rappresenta un’eccellenza assoluta a livello internazionale, è stata troppo spesso sottovalutata negli ultimi anni, a causa anche di un contratto per il cui rinnovo è stato necessario attendere ben nove anni. Onde poi ottenere, come sottolineato da Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro al ribasso, precarizzante rispetto ai ruoli di coordinamento - specialista ed esperto -, e che non soddisfa affatto le esigenze degli infermieri, ai quali dovrebbero invece essere riconosciuti molti più diritti, il passaggio in categoria DS ed il coinvolgimento effettivo nelle dinamiche organizzativo gestionali.

È lo stesso De Palma a ricordare come la professionalità degli infermieri italiani sia molto considerata all’estero, soprattutto in Gran Bretagna e in Germania, dove attualmente emigra gran parte dei nostri giovani laureati in scienze infermieristiche. Le strutture ospedaliere di questi stati, in particolare, ne apprezzano a tal punto la preparazione da organizzare tramite agenzie ad hoc il loro reclutamento. Purtroppo, però, questa stessa professionalità non viene tenuta da conto in Italia, come dimostrato dal recente rinnovo contrattuale che ha omesso il riconoscimento proprio di chi studia di più, cioè del ruolo degli specialisti e degli esperti. Questo Ccnl si è rivelato quindi del tutto inadeguato e Nursing Up ha alzato la voce per difendere i diritti dei lavoratori che rappresenta, un patrimonio da tutelare.

Come afferma De Palma, una delle richieste degli infermieri consiste nell’avere la garanzia di poter usufruire di almeno 11 ore di riposo consecutive, in rispetto della normativa europea, al fine di poter recuperare in modo adeguato dalle fatiche lavorative e offrire un servizio eccellente ai cittadini. Com’è noto, infatti, lo stress psicofisico - dovuto a turni massacranti - rende più elevato il rischio di errori, anche da parte di coloro che fanno della competenza e della professionalità i loro cavalli di battaglia. Ma questa situazione scaturisce dalla cronica carenza di personale nelle aziende sanitarie, che quindi rispettano difficilmente i riposi. Una problematica grave con la quale gli infermieri convivono quotidianamente e di difficile risoluzione se non con nuove assunzioni. Si tratta di una sorta di paradosso: al servizio sanitario nazionale servono, per essere efficiente, almeno altri 50mila infermieri, ma intanto rimangono a spasso 25mila professionisti sanitari freschi di laurea, costretti a emigrare per vedere riconosciuti pienamente i loro diritti.

I molteplici difetti del nuovo contratto di lavoro - siglato nei mesi scorsi dopo un’estenuante contrattazione che ha prodotto risultati molto scarsi - necessitano, alla luce di quanto detto, di essere sanati al più presto. È proprio per questo che Nursing Up chiederà al nuovo esecutivo di destinare risorse adeguate al personale sanitario non medico, riconoscendo agli infermieri e agli altri professionisti sanitari un compenso adeguato e la valorizzazione che meritano da tempo. Per fare questo, come spiega Antonio De Palma, si renderà necessario riaprire le trattative tra le parti oppure far partire senza indugi il tavolo del comparto 2019-2021, al fine di dare vita a un nuovo contratto che soddisfi le esigenze, sacrosante, della categoria. In alternativa Nursing Up intende continuare con la mobilitazione fino a quando non avrà ottenuto i risultati che gli infermieri e gli altri professionisti sanitari aspettano ormai da anni. Per realizzare queste iniziative, però, è richiesta l’unità d’intenti tra tutti gli infermieri italiani, i quali trovano in Nursing Up un sindacato serio e determinato nel tutelare i professionisti. Nursing Up, pertanto, invita il maggior numero possibile di infermieri a diventare rappresentanti sindacali per combattere questa battaglia di civiltà e, a tal fine, mette a disposizione agli interessati un numero verde, attraverso cui essere contattato: 800959529.

Mobilitazione - Sono state 180.000 le prestazioni saltate durante gli scioperi del 23 febbraio e del 12 e del 13 aprile

Infermieri: scioperi che colpiscono nel segno

Si rende sempre più necessaria l’introduzione di una figura che si occupi delle famiglie e delle comunità territoriali

Si sono rivelati un successo eccezionale, a livello di partecipazione, gli scioperi indetti dalla categoria degli infermieri il 23 febbraio e il 12 e 13 aprile scorsi. Antonio De Palma, presidente Nursing Up, ricorda che sono state ben 180.000 - per l’occasione - le prestazioni infermieristiche saltate in coincidenza con l'astensione dal lavoro della categoria.

Il grande esito della mobilitazione testimonia come l’unità tra gli infermieri sia fondamentale per far sì che i diritti dei lavoratori vengano fatti rispettare dalle istituzioni. In Italia, argomenta De Palma, esiste purtroppo ancora una sorta di “baronia” nella sanità italiana medicocentrica e la valorizzazione delle competenze infermieristiche - acquisite dopo anni di studi universitari - rimane spesso “lettera morta”.

Grazie alla tutela offerta da Nursing Up, invece, gli infermieri hanno la possibilità di riunirsi diventando una sorta di “esercito” impegnato in una battaglia di civiltà: la difesa dei propri diritti e il riconoscimento di una professionalità, peraltro già riconosciuta a livello internazionale.

UNA FIGURA NECESSARIA

Oltre alle rivendicazioni unitarie - che stanno facendo presa sulla categoria, come dimostrano gli scioperi riusciti di febbraio e aprile - c’è un altro punto fermo sul quale Nursing Up concentra molte attenzioni, ovvero la creazione del ruolo dell’infermiere di comunità (o di famiglia).

Quest’ultimo rappresenta una figura che si renderà sempre più necessaria, anche alla luce dell’aumento dell’età media della popolazione.

Il riconoscimento e l’introduzione dell’infermiere di famiglia andrebbe, dunque, incontro alle esigenze dei cittadini, che stanno diventando sempre più urgenti e che non dovrebbero essere dimenticate. De Palma, a tal proposito, sottolinea come in Italia esista la formazione per questa figura, ma non sia ancora stato assunto alcun infermiere con questa funzione.

 

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584