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Sanità, infermieri Nursing Up: Assunzioni a Treviso tardive, niente piano ferie e la beffa dei ringraziamenti al personale stremato

Comunicato stampa                    

Treviso, 16 mag. - “Dopo il blocco delle attività sindacali a causa delle elezioni delle Rsu, i problemi degli infermieri trevigiani non hanno aspettato e sono peggiorati sempre di più. Abbiamo differito al dopo urne le nostre battaglie a Treviso, dove c'è stato un accorpamento delle aziende sanitarie negli ultimi due anni. Scelta regionale che ha portato un nuovo modello organizzativo che si basa sulle aziende provinciali. Ma è proprio partendo da questo presupposto che le criticità si sono acuite e adesso, con le ferie estive che incombono, la situazione è definitivamente precipitata e il personale non ha potuto fare il piano ferie”. Lo rende noto il dirigente veneto Nursing Up Guerrino Silvestrini, al centro in questi giorni di un botta e risposta con la dirigenza della Usl 2, che ha annunciato ben 165 assunzioni prima dell'estate, di cui 95 sarebbero infermieri.

“Non è stato possibile per gli infermieri dei sei ospedali trevigiani approntare il piano ferie: una situazione dovuta alla carenza strutturale di organico. Per questo - prosegue - ho preso in mano la situazione scrivendo a chi di dovere quello che stava succedendo e ho chiesto l'apertura di tavoli tecnici ad hoc”. Ma tutta la faccenda in realtà è scaturita da un'altra lettera, quella che il direttore generale Francesco Benazzi ha inviato ai dipendenti, in cui li ringraziava per aver contribuito al raggiungimento dell'obiettivo dell'annullamento del deficit conseguendo un avanzo di bilancio di 1,5 mln di euro. “Il fatto che ci si infischia della sofferenza dei lavoratori e anzi ci si beffa dei loro sacrifici - commenta Silvestrini - ha provocato malanimo in chi l'ha ricevuta e la reazione del sindacato”.

A questo punto il regionale Nursing Up, insieme alla collega Melissa Tosato, hanno spedito una dozzina di lettere per far emergere la condizione di disagio in cui sono costretti ad operare i professionisti sanitari negli ospedali della Marca. “É stato fatto tutto sulle loro spalle - sbotta - e non ci stiamo a questa presa in giro, quindi le 95 nuove assunzioni che il dg sbandiera non sono niente rispetto al fabbisogno che c'è nelle nostre Asl”. Della carenza generalizzata di personale del Veneto, questa razionalizzazioni non ha tenuto conto. “Si tratta di un attacco alla professione infermieristica - spiega - le cui condizioni di lavoro sono pessime. Fin quando gli infermieri saranno sottoposti a turni di lavoro massacranti, senza il rispetto delle 11 ore di riposo continuativo e del diritto alle ferie, le chiacchiere stanno a zero”.

Per ora si sta andando avanti senza il piano ferie, che è stato differito al 23 maggio, aggiunge il sindacalista Nursing Up. “Ergo sono state approntate delle contromisure tardive e insufficienti - afferma - e il piano di assunzioni sarà pronto solo ad agosto, andando incontro ad una stagione estiva in cui saremo costretti a sopperire attraverso il progetto continuità assistenziale, su base volontaria, che prevede la possibilità per gli infermieri di andare al lavoro con turni aggiuntivi, ancora una volta”. Da questa storia si deduce che “la cosiddetta ottimizzazione del lavoro, a fronte dei risparmi aziendali conseguiti - conclude - ha però significato allo stesso tempo far saltare l'organizzazione del lavoro degli infermieri: è sulla loro pelle che lo Stato fa i tagli alla sanità?”. Una domanda lecita, soprattutto quando la pubblica amministrazione si vanta di aver raggiunto risultati positivi.

Non sarà un caso che il sindacato di categoria Nursing Up ha ottenuto il 45% in più di voti alle Rsu del Veneto, passando dai 2627 del 2015 ai 3807 voti delle recenti elezioni: un risultato ottimo, che è “dovuto sicuramente al grande impegno dimostrato nel presenziare ai tavoli di contrattazione - spiega la dirigente Tosato - questo ha fatto sì che i colleghi riconoscessero l'importanza dell'attività svolta dai sindacalisti sul territorio, in particolare mi riferisco ai colleghi Lorella Vidori e Fabio De Carli nella provincia di Belluno, Paolo Libero a Verona e Stellina Piscitelli a Venezia”.

Nei giorni scorsi è giunta la richiesta di affidare agli infermieri compiti che fino ad ora sono stati di competenza esclusiva dei medici (questa redistribuzione delle competenze si chiama con gergo tecnico 'skill mix'). A lanciare la proposta è stata proprio la dirigenza Asl. “Ma forse sarebbe opportuno prima di allargare il campo d'azione degli infermieri - avverte Tosato - pensare a farli lavorare in sicurezza e nella decenza degli orari di lavoro, e solo dopo potremo pensare anche alle competenze avanzate”.

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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