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Sanità, Nursing Up: Molte Asl hanno boicottato lo sciopero degli infermieri. Lo conferma la pronuncia della Commissione di Garanzia

A distanza di quasi tre mesi dall'ultimo sciopero nazionale degli infermieri, proclamato dal sindacato di categoria Nursing Up il 12 e 13 aprile scorsi, la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha dato parere positivo sulla possibilità per ogni dipendente interessato di aderire ad uno solo dei due giorni di protesta, al contrario di quanto molte Asl asserivano con la conseguenza di impedire ai lavoratori di scioperare e mettendo in atto in tal modo un vero e proprio boicotaggio, una condotta antisindacale lesiva dei diritti fondamentali, nonché profondamente antidemocratica.

“Lo sciopero è un diritto che ha in sé stesso anche una ineliminabile componente individuale così che deve ritenersi lecita la scelta del lavoratore di aderire ad una sola delle due giornate di sciopero proclamato dalle sigle sindacali, sempre che tale scelta venga esercitata nel rispetto delle norme di legge, della disciplina di settore dichiarata idonea e, più In generale, dei principi generali di correttezza e buona fede che informano il concreto svolgimento del rapporto di lavoro”. Così il documento a firma del presidente della Commisione Garanzia Sciopero prof. Giuseppe Santoro Passarelli.

“Tale soluzione vale con riferimento al settore del Servizio Sanitario Nazionale, limitatamente alle astensioni di due giornate lavorative. In tale ambito, - precisa l'Authority - dalla scelta del lavoratore di aderire ad una sola giornata di sciopero non appaiono infatti derivare alle Aziende e/o strutture sanitarie eccessivi o insostenibili aggravi organizzativi che potrebbero tradursi in un pregiudizio all'utenza; prova ne sia che le stesse, in conformità a quanto previsto dalla disciplina di settore, devono necessariamente provvedere a predisporre i contingenti di personale esonerato dallo sciopero al fine di garantire le prestazioni minime indispensabili e che la scelta del lavoratore non ha alcuna incidenza su tale adempimento”.

Il parere della Commissione Garanzia Sciopero rilasciato a seguito di una seduta datata 5 luglio 2018, era stato sollecitato con urgenza dal Nursing Up già nei giorni della proclamazione dell'agitazione onde evitare inconvenienti e permettere il regolare svolgimento della protesta, ma dall'organismo non era giunta alcuna formale rassicurazione. Questo silenzio istituzionale di certo non ha impedito le prese di posizione arroganti di alcune Asl, le quali hanno indicato agli infermieri, in caso di adesione allo sciopero inferiore alle 48 ore, che tale astensione avrebbe potuto comportare la trattenuta di ben due giorni di stipendio, invece che uno solo, creando così grave pregiudizio a una categoria, peraltro già vessata contrattualmente (ricordiamo che lo stipendio degli infermieri italiani è tra i più bassi d'Europa).

“Riteniamo tardiva la risposta dell'Authority, che avrebbe dovuto intervenire per tempo contro l'abuso perpetrato ai danni degli infermieri italiani. A suo tempo abbiamo denunciato l'arroganza delle Aziende, davanti alla quale si sono trovati i professionisti sanitari nel momento in cui decidevano di astenersi dal lavoro per 24 ore, anziché 48. Una forma di ritorsione vergognosa, espressione di un clima coercitivo non degno di un paese civile. Lo abbiamo denunciato allora e lo denunciamo adesso”, dichiara il presidente Nursing Up Antonio De Palma. “Ora che la Commissione di garanzia ha risposto ai nostri reclami, dando ragione al Nursing Up, dovranno riflettere quelle Aziende che hanno impedito agli infermieri di fare un giorno di sciopero e contro le quali - conclude - stiamo valutando di agire per vie legali”.

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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