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Il Nursing Up attacca il ministro dell’Università: Manfredi, messo alle strette, revoca il taglio dei docenti infermieri

ROMA - Con amara ironia, Antonio De Palma, presidente Nursing Up, commenta la discutibile decisione emersa qualche giorno fa all’interno del decreto legge Liquidità. “Un provvedimento assurdo, inspiegabile, dannoso e soprattutto irrispettoso verso tutto quello che rappresentiamo oggi nel panorama sanitario nazionale. Gaetano Manfredi, armato di mannaia, ha inferto colpi un po’ ovunque e ha fatto strabuzzare gli occhi all’intera categoria, da Nord a Sud”, sbotta De Palma. “Ma non ci dimentichiamo che questo stesso ministro, qualche settimana fa, aveva previsto uno scandaloso taglio di 70 infermieri al prestigioso corso di laurea dell’università di Pavia, non tenendo in alcuna considerazione la già preoccupante carenza di personale che si registra negli ospedali italiani. Sono indignato – continua con rabbia De Palma – non è possibile che la nostra classe politica ignori totalmente quanto gli infermieri italiani abbiano dato e stiano dando in termini di conoscenza e impegno quotidiano a questo Paese e quale sia il loro elevato livello di professionalità, tale da distinguerli in tutta Europa e da porli tra le figure di spicco del vecchio continente, insieme a pochi altri paesi.

Non possiamo dimenticare quanto siamo ambiti all’estero, in Svizzera, in Inghilterra, in Germania, che ogni anno fanno la corsa ad accaparrarsi i nostri giovani infermieri. Non possiamo non pensare a quanti nostri neo laureati trovano lavoro fuori dall’Italia: ben pagati, apprezzati, stimati. Possediamo un titolo di studio universitario, frutto di anni di sacrifici. E le nostre conoscenze, specifiche ed univoche, sotto il profilo formativo ci pongono sullo stesso pieno dei medici, perché qui non vale la durata del percorso universitario, ma le peculiarità sottese allo stesso: le nostre specificità formative e curriculari non consentono affatto a qualifiche diverse di surrogarci, prendendo il nostro posto nei corsi di laurea”, continua De Palma. “Perciò mi sento di appoggiare in pieno la richiesta della collega e Deputato Stefania Mammì: ovvero quello di bloccare immediatamente il provvedimento del Miur che prevede tagli alle docenze degli infermieri. Su 5 universitari previsti appartenenti alla nostra categoria, Manfredi vuole addirittura sostituirne 2 con medici ospedalieri e abbassare da 3 a 1 il minimo dei docenti a tempo indeterminato. Il decreto ministeriale numero 82 del 2020 svilisce, offende, danneggia la nostra dignità.

LA REVOCA DEL DECRETO, UNA VITTORIA DEL NURSING UP - Il provvedimento contestato da tutto il modo professionale è stato revocato, con Nursing Up in avanscoperta, da ultimo proprio ieri e pubblicamente, nonostante dal Ministero giungessero rassicurazioni sull’ imminente introduzione delle modifiche richieste. Con un ulteriore D.M. di ieri, 29 maggio il Ministro Manfredi ha cancellato dal vecchio DM il comma 2), che faceva sparire docenti infermieri italiani dal corso di laurea in infermieristica sostituendoli con medici ospedalieri. Un’altra battaglia vinta grazie alle sinergie della professione, anche se, purtroppo, resta il comma 1) del DM 82, con il quale, ai fini dell’accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio dei ai corsi di laurea per la professione di infermiere, viene ridotto temporaneamente il numero minimo di docenti da cinque a tre unità e il numero minimo di docenti a tempo indeterminato, necessario ai fini dell’accreditamento dei corsi, da tre a una unità.
Questo è il risultato di una corale presa di posizione da parte del mondo delle rappresentanze infermieristiche, commenta Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, che fa giustizia di un provvedimento assurdo, inspiegabile, dannoso e soprattutto irrispettoso verso tutto quello che rappresenta la professione infermieristica nel panorama sanitario nazionale. Ora auspichiamo che si si prosegua, per ottenere anche la revoca del primo comma dello stesso DM 82.

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