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I 29 precari dell'Asp ancora senza certezze

Fonte: QUOTIDIANO DEL SUD ED. CATANZARO - Data: 17/07/2019

Nonostante gli accordi non si procede al rinnovo dei contratti, si aspetta il tavolo Adduce

di Massimo Pinna

CATANZARO - Continua l'odissea dei 29 infermieri precari dell'Asp di Catanzaro in servizio fino al 30 giugno scorso a Lame- zia Terme. Ai quali, a differenza dei colleghi di tutte le Asp Calabresi, non è stato rinnovato il contratto. Sballottati tra norme della legge Madia, tavolo Adduce, esigenze della sanità, spending rewiev e una serie ininterrotta di incontri, mail, scontri e proteste. Oramai è diventata un' epopea a tratti kafkiana. Nella settimana scorsa i precari dopo vari incontri alla Regione con il direttore sanitario regionale Antonio Belcastro erano riusciti ad arrivare ad un compromesso: una proroga fino al 30 settembre nel' attesa che si definissero meglio gli accordi dopo il tavolo Adduce. All'incontro erano presenti i sindacalisti Fabio Bruschi (nursing up) e Francesco Maltese (Uil) insieme al delegato Franco Pacenza. Balcastro, nell'occasione, ha dichiarato alla presenza di tutti quanti che avrebbe mandato una pec alla direziono generale di Catanzaro all'attenzione del direttore generale De Luca dove esortava, per l'ennesima volta, il rinnovo del personale sanitario precario di Catanzaro, unico ancora in tutta la Calabria a non averne beneficiato. Venerdì 12 la direziono sanitaria regionale inviava la pec e di conseguenza lunedì lunedì 15, il gruppo di precari si è recato alla direziono generale di Catanzaro per chiedere informazioni su quando sarebbe uscita la tanto attesa delibera. «Una volta giunti in Direziono la De Luca senza mezzi termini ha dichiarato - dichiarano al Quotidiano i precari - che non avrebbe fatto nessuna delibera, all'inizio senza dare nessuna spiegazione». Presi dallo sconforto e dalla rabbia i precari hanno deciso di piantonare la sede fino a quando non verrà data loro una spiegazione plausibile. Dunque, «dapprima la De Luca dice che non può procedere con la delibera perché non è sicura che ci sia la copertura finanziaria, poi quando i precari le fanno notare che l'ultima comunicazione di Belcastro dice testualmente che non solo "il piano del fabbisogno presentato dall'Asp ricomprende quasi tutte le figure che corrispondono esattamente al personale precario da rinnovare, ma ne prevede anche la copertura finanziaria"; in parole povere i soldi ci sono per rinnovare tutto il personale precario e non fino al 30 settembre, bensì fino al 31 dicembre 2019». E qui, davvero, scoppia il panico. Raccontano i precari come «la De Luca va su tutte le furie, alza la voce e non sapendo più che dire getta la maschera e dice semplicemente la verità: vuole attendere il Tavolo Adduce che si terrà giovedì 18 e se questi glie lo consentirà successivamente, vuole valutare anche l'ipotesi di assumere 29 persone a tempo indeterminato mandando a casa per sempre i 29 precari». La situazione, si capisce, si fa sempre più difficile. Tra gli scambi di battute ecco come, aggiungono i precari «la De Luca rincara la dose dicendo inoltre che del loro rinnovo se ne stava attualmente occupando il capo delle risorse umane dell'Asp Marasco». Insomma, i precari restano attoniti e si recano di nuovo alla Regione per chiedere non più chiarimenti ma aiuto per fermare quella che ritengono una palese ingiustizia. Accompagnati dal sindaco Abramo, oramai rattristato da questo iniquo modus operandi, telefonano immediatamente alla Rizzo per chiedere spiegazioni, che "presa in contropiede prende tempo dicendo che attende (ancora una volta) il parere della Marasco; in pratica molla la patata bollente al capo delle risorse umane affermando che lei e solo lei dovrà decidere del destino dei 29 precari, di cui 8 infermieri e 3 oss in servizio da 3 anni». L'appuntamento viene pertanto spostato ad oggi, mercoledì 17 luglio mentre il tavolo Adduce si riunirà giovedì 18.

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